BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LA STORIA/ Io, omosessuale cattolico, dico no ai matrimoni gay

Immagine di archivio Immagine di archivio

Quando capiamo che dobbiamo dare tutto noi stessi a Dio, non solo le nostre "bravure", farlo entrare anche nelle stanze più sporche e disordinate del nostro cuore, solo allora gli avremo dato tutto. Sapete quando a casa vengono ospiti inaspettati? Tutte le cose fuori posto le cacciamo nell’armadio. Gesù è un po’ come un ospite a cui vogliamo sempre far vedere la casa in ordine. Invece la buona notizia è proprio questa: lui è venuto "come uno che serve", per rimettere in ordine il nostro caos e lavare il nostro sudiciume. Lui è venuto proprio per le cose fuori posto. Come Dio sa trasformare il male in bene, non lo so. 

 

Le varie proposte di legge sull'omofobia sono fatte per limitare libertà di pensiero e religiosa, hai detto. Vuoi spiegare perché? L'omofobia come ben sai per la tua esperienza personale è un problema reale.

La discriminazione, più che l’omofobia in sé, è un problema reale. Anche certi omosessuali e gruppi Lgbt discriminano. Bisogna fare qualcosa per imparare ad accogliersi, ognuno con le proprie diversità. Oggi l’omosessuale discriminato fa subito notizia. Se pestano l’unghia del piede a un gay (magari perché per strada c’era tanta gente) si rischia di finire in prima serata sul Tg nazionale: fanno meno notizia i cristiani sterminati quotidianamente in Medio Oriente. In ogni caso il problema delle discriminazioni esiste: a scuola, così come nei luoghi di lavoro o nei quartieri. Vogliamo fare qualcosa noi cattolici, invece di stare zitti e in piedi?Rimbocchiamoci le maniche, proponiamo. Educatori, psicologi, facciamo progetti di integrazione nelle scuole e negli altri ambiti della società. Se non lo facciamo noi, lo faranno altri, e lo faranno secondo i loro principi.

 

Che cosa ti aspetti dalla Chiesa a proposito dell'omosessualità? 

La Chiesa è fatta di uomini, ma è ispirata dallo Spirito Santo. Mi aspetto che, come sempre, la Chiesa ci illumini e ci consoli nelle nostre situazioni particolari. Io non sopporto chi deve continuamente cavillare sulla Chiesa e il Papa. I social ci hanno trasformato in un mondo di opinionisti presuntuosi. Impera il relativismo. Servono dei punti fermi. Ciò che la Chiesa insegna e propone non lo metto in discussione, ma io mi faccio mettere in discussione da quello che dice la Chiesa. Ho sempre fatto così, proprio a partire da quello che la Chiesa insegna e chiede all’omosessuale che cerca Dio. 


(Paolo Vites) 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
19/10/2015 - Testimonianza viva 2 (Massimo Mascolo)

Infine, mi spiace che l’intervistatore, nel porre le domande, sembra allinearsi al pensiero dominante, usando un linguaggio e uno stile che sembra far proprie le impostazioni ideologiche dei gruppi di pressione LGBT, ad esempio quando, dopo aver chiesto se il bullismo, il pensiero suicida fosse dipeso fondamentalmente dall’ambiente ostile agli omosessuali (ottenendo risposte di segno opposto ed estremamente acute), ci riprova alla fine chiedendo come mai “Eliseo” neghi la necessità di una legge antiomofobia (cos’è, vuoi vedere che Eliseo nega l’omofobia come problema reale?): anche qui Vites riceve una risposta diversa da quella attesa. Buona parte della menzogna ideologica che mira a ben altri fini che non la difesa delle persone omosessuali e cioè lo scardinamento del volto umano nel mondo, è giocata, almeno in partenza, sul termine “omofobia”, cioè un termine indeterminato sia giuridicamente sia scientificamente sia sociologicamente. Ma tant’è, a ciascuno il suo.

 
19/10/2015 - Testimonianza viva 1 (Massimo Mascolo)

Testimonianza viva e controcorrente, da far conoscere: mette ben in luce le vere questioni in gioco e quelle false. Sulle Sentinelle in piedi è opportuna una piccola precisazione. Dalla mia esperienza posso affermare che non si fanno solo veglie in silenzio, ma si fa rete di amicizia prima e dopo le veglie ed è proprio questa la forza e la sorpresa di un gesto così diffuso quanto non organizzato né costituito in alcuna forma giuridica, né confessionale, né partitica. Il gesto non è una forma di protesta, ma di testimonianza pubblica, quindi non ci si contrappone a nessuno (le contestazioni anche violente non sono richieste dalle “sentinelle”). Infine posso assicurare che, nei limiti di ciascuno, in ogni città dove è possibile vegliare, sia prima sia dopo si dialoga con tutti e si stringono amicizie anche con chi la pensa diversamente e fruttuose amicizie con persone omosessuali. Le Sentinelle non fanno parte di uno schieramento che deve contrapporsi a un altro schieramento: questa impostazione fa comodo, incasella, ma non corrisponde al vero.

 
19/10/2015 - Ne provo sana invidia (claudia mazzola)

Che rapporto meraviglioso ha questo ragazzo con il Signore!

 
19/10/2015 - veramente straordinario (Claudio Baleani)

Questa intervista ha un valore enorme. Non tanto perché è commovente, ma soprattutto perché propone e indica un percorso e individua bene i pericoli che questa persona ha vissuto e i danni subiti nella sua vita. Questa intervista la propagherei ad ogni livello, ivi incluso il Sinodo perché lo Spirito Santo parla per ispirazione, ma soprattutto attraverso i fatti e le testimonianze. Un grandissimo ringraziamento va all'intervistato e anche a Il Sussidiario che ha pubblicato l'intervista.