BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

LA STORIA/ Io, omosessuale cattolico, dico no ai matrimoni gay

Essere omosessuale e credente è solo una apparente contraddizione. Intervista con ELISEO DEL DESERTO, pseudonimo di un gay che non crede ai matrimoni fra persone dello stesso sesso

Immagine di archivioImmagine di archivio

Sulla rete si fa chiamare Eliseo del Deserto, non usa il nome vero per ovvie ragioni di privacy, ma è conosciutissimo. Dal giorno in cui mandò una lettera pubblica all'allora presidente del Consiglio Enrico Letta, il suo blog e la sua pagina Facebook hanno migliaia di follower. A Letta, nel periodo in cui si discuteva la proposta di legge Scalfarotto-Leone contro l'omofobia, scrisse che "socialmente non mi sento discriminato come omosessuale, ma piuttosto come giovane precario! Siamo senza futuro, senza discriminanti, omosessuali ed eterosessuali". Ma ancor più scalpore aveva fatto la bellissima lettera inviata a Papa Francesco nel luglio 2013, in cui individuava le tre "periferie esistenziali" in cui vivono gli omosessuali, lettera che fece il giro del mondo e venne tradotta anche in Sud America. 

Eliseo è infatti omosessuale, ma è anche cattolico ("sono un omosessuale che cerca Dio, citando una nota espressione di Papa Francesco" scrive sul suo blog). La sua posizione è rara, soprattutto è raro che un gay credente non abbia paura di dichiararsi tale e di battersi controcorrente con opinioni che ben pochi omosessuali condividono. Ad esempio dichiarandosi contrario ai matrimoni gay, ma anche dicendo che è ora che la Chiesa affronti questa problematica in modo limpido e serio ("La Chiesa soffre di queste problematiche al suo interno, e non possiamo continuare a far finta di nulla. Le ferite non curate si infettano, ma qui stiamo parlando del Corpo di Cristo. Vogliamo mandare in cancrena il Corpo di Cristo?"). Ecco cosa ci ha detto.

Come ti sei accorto della tua omosessualità?

Dai tempi della scuola media, i ragazzi avevano cominciato a prendermi in giro. Si trattava di una vera e propria violenza psicologica. Gradualmente mi ero isolato dai coetanei del mio quartiere e avevo trovato dei nuovi amici nel gruppo di preghiera che frequentavano i miei genitori. Stavo vivendo una bella esperienza di fede con il Rinnovamento nello Spirito, desideravo diventare sacerdote e frequentavo la Messa quotidiana. Avevo già problemi con la mia sessualità; andavo a Messa anche per questo, perché mi aiutava a essere più sereno. Ero incuriosito dal corpo degli altri maschi, non avevo mai visto un uomo nudo, eccetto mio padre, non giocavo a calcio e quindi non avevo fatto esperienza di spogliatoio. 

Poi cosa è successo?

Sentivo di desiderare l’attenzione degli amici di mia sorella, più grandi di me, e vivevo una sorta di bovarismo nei confronti di attori e cantanti famosi. Non c’era nulla di sessuale in tutto questo. Mi capitava di innamorarmi delle mie compagne di classe ed ero attratto dal corpo delle ragazze. Quando i ragazzi del mio quartiere mi prendevano in giro, mi arrabbiavo perché non mi riconoscevo in quegli insulti: non mi sentivo un frocio. La curiosità nei confronti di un corpo maschile però, anche attraverso i giornali scandalistici che cominciavano allora a pubblicare foto di uomini nudi e le pubblicità notturne dei famosi numeri telefonici erotici, cominciava a provocarmi, dapprima tensione e poi eccitazione. Un giorno, mentre camminavo per il quartiere, stavo andando a Messa, ho preso coscienza di quello che mi stava succedendo. Mi sono detto che probabilmente ero omosessuale, come sostenevano quelli che mi prendevano in giro. E’ come crollata una barriera, come se fino a quel momento non avessi voluto ammettere di essere omosessuale; mi sembrava qualcosa di troppo grave perché potesse succedere proprio a me. Quello che ricordo è che quando quella "barriera" è crollata e ho capito di provare attrazione per gli uomini, ho avuto un giramento di testa.

el tuo blog descrivi in modo dettagliato e molto crudo gli episodi di bullismo di cui sei stato vittima. In che modo sei riuscito a non cadere nella depressione, come successo invece a tanti altri che sono arrivati anche al suicidio? Ti ha aiutato la tua fede cristiana?


COMMENTI
19/10/2015 - Testimonianza viva 2 (Massimo Mascolo)

Infine, mi spiace che l’intervistatore, nel porre le domande, sembra allinearsi al pensiero dominante, usando un linguaggio e uno stile che sembra far proprie le impostazioni ideologiche dei gruppi di pressione LGBT, ad esempio quando, dopo aver chiesto se il bullismo, il pensiero suicida fosse dipeso fondamentalmente dall’ambiente ostile agli omosessuali (ottenendo risposte di segno opposto ed estremamente acute), ci riprova alla fine chiedendo come mai “Eliseo” neghi la necessità di una legge antiomofobia (cos’è, vuoi vedere che Eliseo nega l’omofobia come problema reale?): anche qui Vites riceve una risposta diversa da quella attesa. Buona parte della menzogna ideologica che mira a ben altri fini che non la difesa delle persone omosessuali e cioè lo scardinamento del volto umano nel mondo, è giocata, almeno in partenza, sul termine “omofobia”, cioè un termine indeterminato sia giuridicamente sia scientificamente sia sociologicamente. Ma tant’è, a ciascuno il suo.

 
19/10/2015 - Testimonianza viva 1 (Massimo Mascolo)

Testimonianza viva e controcorrente, da far conoscere: mette ben in luce le vere questioni in gioco e quelle false. Sulle Sentinelle in piedi è opportuna una piccola precisazione. Dalla mia esperienza posso affermare che non si fanno solo veglie in silenzio, ma si fa rete di amicizia prima e dopo le veglie ed è proprio questa la forza e la sorpresa di un gesto così diffuso quanto non organizzato né costituito in alcuna forma giuridica, né confessionale, né partitica. Il gesto non è una forma di protesta, ma di testimonianza pubblica, quindi non ci si contrappone a nessuno (le contestazioni anche violente non sono richieste dalle “sentinelle”). Infine posso assicurare che, nei limiti di ciascuno, in ogni città dove è possibile vegliare, sia prima sia dopo si dialoga con tutti e si stringono amicizie anche con chi la pensa diversamente e fruttuose amicizie con persone omosessuali. Le Sentinelle non fanno parte di uno schieramento che deve contrapporsi a un altro schieramento: questa impostazione fa comodo, incasella, ma non corrisponde al vero.

 
19/10/2015 - Ne provo sana invidia (claudia mazzola)

Che rapporto meraviglioso ha questo ragazzo con il Signore!

 
19/10/2015 - veramente straordinario (Claudio Baleani)

Questa intervista ha un valore enorme. Non tanto perché è commovente, ma soprattutto perché propone e indica un percorso e individua bene i pericoli che questa persona ha vissuto e i danni subiti nella sua vita. Questa intervista la propagherei ad ogni livello, ivi incluso il Sinodo perché lo Spirito Santo parla per ispirazione, ma soprattutto attraverso i fatti e le testimonianze. Un grandissimo ringraziamento va all'intervistato e anche a Il Sussidiario che ha pubblicato l'intervista.