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IL CASO/ Quel no ai matrimoni gay di Kim Davis e la "risposta" di Francesco

Pubblicazione:venerdì 2 ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 ottobre 2015, 0.58

Kim Davis (Immagine dal web) Kim Davis (Immagine dal web)

Tra l'altro, facendo imbufalire alcuni di quei cattolici che vedono l'islam come il male del mondo, ha citato la "Chanson de Roland", il canto epico nel punto in cui alcuni musulmani condannati alla decapitazione dai cristiani se non si fanno battezzare, accettano di morire pur di non abiurare la loro fede: "A me sempre ha commosso quando, da ragazzo ho letto – parecchie volte – la "Chanson de Roland": quando c'erano tutti i maomettani in fila, e davanti c'era il fonte battesimale o la spada, e dovevano scegliere. Non era permessa loro l'obiezione di coscienza. No, è un diritto. E noi, se dobbiamo fare pace, dobbiamo rispettare tutti i diritti". Un papa evidentemente che nessuno riesce a incasellare dalla sua parte, Francesco.

Il papa nessuno riesce a tirarlo dalla sua parte, ma questo episodio apre molti interrogativi a cui al momento è arduo rispondere.

L'obiezione di coscienza è già nel contesto giuridico di ogni paese democratico e la si applica in relazione a temi e leggi strettamente attinenti alla vita umana: servizio militare e aborto. Pochi si ricordano che il primo obiettore di coscienza americano ai tempi della guerra in Vietnam fu un giovane studente cattolico, David Miller, che lo fece esclusivamente per motivi religiosi: come cristiano ripudiava la guerra e l'uccisione dei propri simili. Non c'era alcun intento politico, ad esempio la contestazione dell'intervento militare americano in Vietnam e la politica imperialista degli Usa come poi invece sarebbe diventata la contestazione alla guerra nel paese asiatico, prendendo quasi esclusivamente schieramento ideologico (sinistra marxista contro America conservatrice e reazionaria. Che poi la guerra in Vietnam l'avesse iniziata un presidente democratico, John F. Kennedy e portata all'escalation il suo successore democratico Lyndon B. Johnson, è alquanto significativo). L'obiezione di coscienza è concessa poi a tutti i medici che sono contrari per motivi di fede o personali all'aborto.

Nel caso di Kim Davis non c'è di mezzo vita o morte, ma opposizione a una legge che non si condivide, i matrimoni gay, dunque è più giusto parlare di disubbidienza civile, anch'essa molto praticata, pensiamo a quella in materia fiscale ad esempio. E' una differenza importante perché nel secondo caso c'entrano poco i motivi religiosi. 

Ma le domande che questo episodio pone sono anche altre. La Davis parla di rifiuto di concedere l'autorizzazione a un matrimonio gay perché contrario alla sua fede cristiana. Dal punto di vista della coerenza, seguendo parola per parola la Bibbia - come la Davis fa nel caso dei matrimoni omosessuali - anche i matrimoni civili e quelli di persone divorziate sono altamente contrari alla fede cristiana, ma la donna non si è mai rifiutata di concedere la documentazione necessaria a questi. La Davis poi è pluridivorziata e aspettava un figlio da un quarto uomo quando ancora era sposata con il terzo marito. Non esattamente un esempio di fedeltà ai dettami della fede che invece applica fino a essere portata in carcere nel caso dei matrimoni gay. Curioso no? La domanda è allora questa: quante leggi un cristiano dovrebbe rifiutarsi di applicare per essere obbediente alla sua fede? Innumerevoli, pensiamo al mondo del lavoro dove non vige esattamente una logica cristiana. 


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COMMENTI
03/10/2015 - kim (francesco avanzini)

Sig. Vites io non la conosco, quindi non ho capito se la Sua è una provocazione per "epater le burgeois" oppure è realmente il Suo pensiero. Arrivato alla fine dell'articolo sono letteralmente sbalordito. Niente di tragico, per carità ma non credevo di leggere su questo giornale un pensiero cosí compiutamente hegeliano, da stato etico e in pieno accordo con i prinicipi della rivoluzione francese.

 
02/10/2015 - Democrat (Bellotti Francesco)

"Una legge votata da un governo democraticamente eletto in un paese democratico". Informatevi, almeno, prima di pubblicare...

 
02/10/2015 - La ricerca del pelo nell'uovo (Massimo Bertolesi) (MASSIMO BERTOLESI)

Non so cosa abbia detto il Papa alla signora Davis.Il fatto che l'abbia voluta incontrare, secondo me, testimonia che a differenza di Vites non la considera tanto stramba.A differenza dell'articolista, trovo che la signora,rifiutandosi di autorizzare un matrimonio omosessuale, abbia impersonato il perfetto obiettore di coscienza: se giudichi i rapporti omosessuali atti contro natura, l'opposizione a che il disordine personale diventi anche sociale è logica e coerente con le tue convinzioni. E' sbagliato derubricare l'episodio a semplice disobbedienza civile ed è intellettualmente disonesto rafforzare questo giudizio raccontandoci le debolezze della protagonista.La ricerca dei peli nelle uova,non è una moda di oggi. Già nel 1986, la Congregazione per la dottrina della fede scriveva nella Lettera ai vescovi sulla cura pastorale delle persone omosessuali: «.. oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata...manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un'ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo».

RISPOSTA:

Dichiarazione su un incontro di Papa Francesco con la Signora Kim Davis alla Nunziatura di Washington, DC (P. F. Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede) Il breve incontro fra la signora Kim Davis e il Papa presso la Nunziatura di Washington ha continuato a provocare una serie di discussioni e commenti. Al fine di contribuire a una comprensione obiettiva di ciò che è avvenuto posso precisare che: Il Papa ha incontrato presso la Nunziatura di Washington successivamente diverse decine di persone invitate dalla Nunziatura per salutarlo in occasione del suo congedo prima della partenza da Washington per New York City, come avviene durante tutti i viaggi del Papa. Si è trattato di saluti molto brevi di cortesia a cui il Papa si è prestato con la sua caratteristica gentilezza e disponibilità. L’unica “udienza” concessa dal Papa presso la Nunziatura è stata ad un suo antico alunno con la famiglia. Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi.

 
02/10/2015 - Nessuna condanna, solo il vero (claudia mazzola)

La Verità vi fa male lo so!

 
02/10/2015 - kim devis sparerà a medi abortisti? (MARCO PAOLA)

Chi è Paolo Vites? La conclusione è CATTIVISSIMA: va bene “argomentare”, ma qua è la menzogna volutamente deliberata. Per Vites chi è contrario è uno “con scarso controllo psicologico”? E andrà a finire che saremo tra quelli “a sparare ai dottori abortisti”? Mamma mia! Bisognerebbe ricordare a Paolo Vites che per il cristiano le cose stanno così: Il Diritto Canonico dice che la realtà NATURALE (non il sacramento) del matrimonio (quello normale che esisteva già prima di Cristo), come patto irrevocabile tra uomo e donna è in sé un’azione sacra senza necessità di ulteriori specificazioni, senza formule o riti che diano alla materia la forza significativa e salvifica (come accade negli altri sacramenti) poiché è la stessa realtà naturale il “mistero grande”, diversamente da quanto accade nel resto dei sacramenti nei quali il segno è posto sul piano soprannaturale. Il matrimonio è l’unico sacramento che non è gesto di Gesù, ma di Dio Padre stesso che ha creato le cose così come stanno (uomo e donna comprese). Paolo Vites invece scinde MATRIMONIO NATURALE (l’unico possibile) da quel che intende far la Chiesa. Capiamo cosa significhi “l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa”. Qualche ripasso. Il matrimonio civile per il cristiano è cosa buona e giusta. Anzi si tratta di vedere se è il caso di continuare a sposare in Chiesa chi se ne frega della Fede invece di invogliarli ad un sano matrimonio civile. Guardate: https://www.youtube.com/watch?v=O13JvyENEVU

 
02/10/2015 - La "risposta" di Vites a Francesco (Giuseppe Crippa)

Leggendo questo stimolante articolo mi pare di capire che Vites dica che papa Francesco ha torto, che questo non è un caso da obiezione di coscienza e che se la maggioranza della popolazione vota a favore di una legge è giusto rispettare la decisione della maggioranza. Ne prendo atto, augurandomi che papa Francesco lo sorprenda con una sua telefonata magari per precisargli quanto ha davvero detto alla incoerente e pluridivorziata signora Davis (era il caso di ricordarlo con quell'enfasi nell'articolo?).

 
02/10/2015 - sconcertante (paolo canti)

si potrebbe ribattere punto per punto, ma non posso che augurare a chi scrive buona fortuna quando e se affronterà queste tematiche con riguardo alla educazione dei suoi figli. qua si tratta di capire che società vogliamo costruire. forse Vites la prenderà come un complimento, ma questa è omologazione culturale. diamo le motivazioni a chi legittimamente ci contesta. Lo trovo un articolo quantomeno editorialmente inutile.