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IL CASO/ Quel no ai matrimoni gay di Kim Davis e la "risposta" di Francesco

Pubblicazione:venerdì 2 ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 ottobre 2015, 0.58

Kim Davis (Immagine dal web) Kim Davis (Immagine dal web)

Se c'è una cosa che Papa Francesco insegna, tra le tante in realtà, è l'assoluta libertà della sua testimonianza. Imprevedibile, spontanea, appassionata. Ricordate le telefonate a cittadini privati dei primi tempi del suo pontificato? Oggi sembrano cessate, probabilmente perché i media ne parlavano troppo, quando in realtà una telefonata è una delle cose più intime e private che ci siano. Questo papa incontra tutti, quando ne ha voglia e nei modi che vuole, anche andando a far sistemare gli oocchiali nel pieno centro di Roma. E quante cose fa che nessuno verrà mai a sapere. 

Di sicuro né lui né il Vaticano ci tenevano che venisse reso pubblico l'incontro che ha avuto durante il viaggio americano con Kim Davis, l'impiegata americana finita in carcere per cinque giorni per essersi rifiutata di concedere i documenti matrimoniali a una coppia gay perché – spiegò – quel tipo di matrimonio, seppur civile, è contrario alla sua fede cristiana. Ci hanno pensato gli avvocati della donna a renderlo pubblico. Il Vaticano non ha smentito né confermato, semplicemente ha rifiutato ogni commento. Se c'è stato, era e doveva rimanere un incontro privato come chissà quanti ne tiene Francesco. Che cosa il papa le abbia detto, lo ha riferito la donna che rimane l'unica fonte sui contenuti dell'incontro. "Non me lo aspettavo, chi sono io per incontrare il papa, mi ha incoraggiato a essere forte, mi ha ringraziata per il mio coraggio" ha detto più o meno la Davis.

Immediatamente da una parte e dall'altra degli schieramenti pro e contro Kim Davis ci si è accaparrati la notizia: il papa la sostiene, il papa è contro il governo americano e le leggi sui matrimoni gay. C'è anche chi è rimasto deluso: perché un incontro segreto invece che pubblico? Il papa ha paura di offendere Obama, paladino dei matrimoni gay? Altri hanno suggerito che tale incontro sia stato invece inopportuno.

Sicuramente un episodio che apre scenari inediti. Non sui matrimoni gay che il papa non ha mai approvato, ma sul metodo, sulla necessità di battaglie in merito. Soprattutto sull'obiezione di coscienza e sul significato del termine.

Sull'aereo tornando dagli Stati Uniti (quando dell'incontro con la Davis ancora non aveva parlato nessuno) al papa è stato chiesto proprio questo e lui – pur non citando il caso della Davis – ha risposto a quello che sembrava un tranello, fargli dare un'opinione sul caso Davis: "Io non posso avere in mente tutti i casi che possono esistere di obiezione di coscienza. Ma sì, posso dire che l’obiezione di coscienza è un diritto ed entra in ogni diritto umano. È un diritto, e se una persona non permette di esercitare l’obiezione di coscienza, nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria deve entrare l’obiezione di coscienza, perché è un diritto, un diritto umano. Altrimenti, finiamo nella selezione dei diritti: questo è un diritto di qualità, questo è un diritto di non qualità... È un diritto umano".


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COMMENTI
03/10/2015 - kim (francesco avanzini)

Sig. Vites io non la conosco, quindi non ho capito se la Sua è una provocazione per "epater le burgeois" oppure è realmente il Suo pensiero. Arrivato alla fine dell'articolo sono letteralmente sbalordito. Niente di tragico, per carità ma non credevo di leggere su questo giornale un pensiero cosí compiutamente hegeliano, da stato etico e in pieno accordo con i prinicipi della rivoluzione francese.

 
02/10/2015 - Democrat (Bellotti Francesco)

"Una legge votata da un governo democraticamente eletto in un paese democratico". Informatevi, almeno, prima di pubblicare...

 
02/10/2015 - La ricerca del pelo nell'uovo (Massimo Bertolesi) (MASSIMO BERTOLESI)

Non so cosa abbia detto il Papa alla signora Davis.Il fatto che l'abbia voluta incontrare, secondo me, testimonia che a differenza di Vites non la considera tanto stramba.A differenza dell'articolista, trovo che la signora,rifiutandosi di autorizzare un matrimonio omosessuale, abbia impersonato il perfetto obiettore di coscienza: se giudichi i rapporti omosessuali atti contro natura, l'opposizione a che il disordine personale diventi anche sociale è logica e coerente con le tue convinzioni. E' sbagliato derubricare l'episodio a semplice disobbedienza civile ed è intellettualmente disonesto rafforzare questo giudizio raccontandoci le debolezze della protagonista.La ricerca dei peli nelle uova,non è una moda di oggi. Già nel 1986, la Congregazione per la dottrina della fede scriveva nella Lettera ai vescovi sulla cura pastorale delle persone omosessuali: «.. oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata...manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un'ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo».

RISPOSTA:

Dichiarazione su un incontro di Papa Francesco con la Signora Kim Davis alla Nunziatura di Washington, DC (P. F. Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede) Il breve incontro fra la signora Kim Davis e il Papa presso la Nunziatura di Washington ha continuato a provocare una serie di discussioni e commenti. Al fine di contribuire a una comprensione obiettiva di ciò che è avvenuto posso precisare che: Il Papa ha incontrato presso la Nunziatura di Washington successivamente diverse decine di persone invitate dalla Nunziatura per salutarlo in occasione del suo congedo prima della partenza da Washington per New York City, come avviene durante tutti i viaggi del Papa. Si è trattato di saluti molto brevi di cortesia a cui il Papa si è prestato con la sua caratteristica gentilezza e disponibilità. L’unica “udienza” concessa dal Papa presso la Nunziatura è stata ad un suo antico alunno con la famiglia. Il Papa non è quindi entrato nei dettagli della situazione della signora Davis e il suo incontro con lei non deve essere considerato come un appoggio alla sua posizione in tutti i suoi risvolti particolari e complessi.

 
02/10/2015 - Nessuna condanna, solo il vero (claudia mazzola)

La Verità vi fa male lo so!

 
02/10/2015 - kim devis sparerà a medi abortisti? (MARCO PAOLA)

Chi è Paolo Vites? La conclusione è CATTIVISSIMA: va bene “argomentare”, ma qua è la menzogna volutamente deliberata. Per Vites chi è contrario è uno “con scarso controllo psicologico”? E andrà a finire che saremo tra quelli “a sparare ai dottori abortisti”? Mamma mia! Bisognerebbe ricordare a Paolo Vites che per il cristiano le cose stanno così: Il Diritto Canonico dice che la realtà NATURALE (non il sacramento) del matrimonio (quello normale che esisteva già prima di Cristo), come patto irrevocabile tra uomo e donna è in sé un’azione sacra senza necessità di ulteriori specificazioni, senza formule o riti che diano alla materia la forza significativa e salvifica (come accade negli altri sacramenti) poiché è la stessa realtà naturale il “mistero grande”, diversamente da quanto accade nel resto dei sacramenti nei quali il segno è posto sul piano soprannaturale. Il matrimonio è l’unico sacramento che non è gesto di Gesù, ma di Dio Padre stesso che ha creato le cose così come stanno (uomo e donna comprese). Paolo Vites invece scinde MATRIMONIO NATURALE (l’unico possibile) da quel che intende far la Chiesa. Capiamo cosa significhi “l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa”. Qualche ripasso. Il matrimonio civile per il cristiano è cosa buona e giusta. Anzi si tratta di vedere se è il caso di continuare a sposare in Chiesa chi se ne frega della Fede invece di invogliarli ad un sano matrimonio civile. Guardate: https://www.youtube.com/watch?v=O13JvyENEVU

 
02/10/2015 - La "risposta" di Vites a Francesco (Giuseppe Crippa)

Leggendo questo stimolante articolo mi pare di capire che Vites dica che papa Francesco ha torto, che questo non è un caso da obiezione di coscienza e che se la maggioranza della popolazione vota a favore di una legge è giusto rispettare la decisione della maggioranza. Ne prendo atto, augurandomi che papa Francesco lo sorprenda con una sua telefonata magari per precisargli quanto ha davvero detto alla incoerente e pluridivorziata signora Davis (era il caso di ricordarlo con quell'enfasi nell'articolo?).

 
02/10/2015 - sconcertante (paolo canti)

si potrebbe ribattere punto per punto, ma non posso che augurare a chi scrive buona fortuna quando e se affronterà queste tematiche con riguardo alla educazione dei suoi figli. qua si tratta di capire che società vogliamo costruire. forse Vites la prenderà come un complimento, ma questa è omologazione culturale. diamo le motivazioni a chi legittimamente ci contesta. Lo trovo un articolo quantomeno editorialmente inutile.