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Cronaca

CHIESA/ Dalla Germania: cosa significa essere cattolici quando si è al 3 percento?

Manifestazione contro gli abusi nella Chiesa a Berlino (Infophoto)Manifestazione contro gli abusi nella Chiesa a Berlino (Infophoto)

I cattolici essendo una presenza del tutto minima nel nostro territorio invece non hanno mai sentito l'offerta di questa festa "religiosa" ma non "ecclesiale" come alternativa alla cresima. Emilia Handke ha fatto vedere, nella sua relazione a Magdeburg, che questa paura si è rivelata negli anni inconsistente. Il 90% di ragazzi battezzati riceve anche la Konfirmation e la cifra è rimasta stabile negli ultimi anni in cui sono sorte questo tipo di feste religiose per non battezzati. Il motivo principale per cui i ragazzi si fanno "confermare" è l'appartenenza familiare. Il motivo personale, quello di confermare personalmente la scelta fatta dai genitori con il loro battesimo, è raro. Ora anche a livello di teologia universitaria vi è un consenso nel vedere in questo tipo di offerta religiosa alternativa alla Jugendweihe, che in molte parti della Chiesa evangelica viene chiamata Segensfeier (festa della benedizione), non una concorrenza con la Konfirmation, ma un modo necessario per rispondere ad un bisogno profondo dell'uomo, quello appunto religioso di una bene-dizione. 

Il parroco della Chiesa evangelica di Halle, che ha come compito primario quello di seguire questo di tipo di feste — che però in Halle ha ancora il nome originario di Erfurt Lebenswendefeier, perché quello della Segensfeier è troppo religioso e suona come un forzato proselitismo — ha raccontato al simposio di Magdeburg che nella propria città, come ho accennato prima, orami 500 ragazze e ragazzi all'anno, in una popolazione con il 15% di cristiani, prende parte a questa iniziazione dei giovani all'età adulta. Dopo varie discussioni, per superare varie resistenze a questa nuova forma di evangelizzazione, anche a livello vescovile, la festa ha ormai una sua stabilità e viene proposta in modo del tutto ecumenico in collaborazione con un diacono cattolico.

Emilia Handke ha menzionato anche il tentativo che nella nostra scuola, con sempre maggior successo, viene fatto da anni sotto il nome di Juventusfest. Il modo in cui la festa viene preparata e celebrata ha tratti simili in tutti i nuovi Länder; da noi ha un carattere scolastico e non diocesano o parrocchiale, ma viene preparata insieme ad alcuni parroci cattolici ed evangelici. All'interno del simposio, che dopo le conferenze ha avuto uno sviluppo in sette workshop ho potuto anche presentare il motivo ultimo per cui nella nostra scuola ci siamo assunti l'onere di una tale festa. Quello di una presenza, che rispetta la libertà dei ragazzi e dei genitori, in momento emozionalmente importante della vita delle famiglie nella nostra regione. 

Quando, alcuni anni fa, nella nostra scuola ci è stato chiesto, da alcuni genitori, di festeggiare l'evento del passaggio dall'essere bambini all'essere adulti in modo alternativo alla Jugendweihe sapevo appena cosa questa fosse. Mi sono accorto però immediatamente del valore emozionale immenso che essa aveva per le famiglie dei nuovi Länder. 


COMMENTI
02/06/2016 - W il cattolicesimo, giusto ma come (Roberto Graziotto)

Sabato scorso abbiamo festeggiato nella scuola la Juventusfest 2016. I due commenti in calce all'articolo, sono della solita arroganza, di chi non capisce nulla di una situazione, ma deve sempre dire la "sua". Non fare domande, che sarebbe legittimo, ma sparare a zero contro gli altri. Con un po' più di umiltà si potrebbe ovviamente capire che un tale rito, nei Länder, che hanno fatto parte della Ddr, è necessario, se come missionario cattolico (il cardinal Ouellet stesso in una sua Email di qualche tempo fa mi ha incoraggiato nel mio essere missionario in terra tedesca), voglio prendere sul serio l'inculturazione nella regione in cui mi trovo ad agire, come hanno fatto i grandi missionari gesuiti, per esempio Matteo Ricci in Cina. Sono allo stesso tempo grato delle due critiche, perché mi spingono ad andare al fondo della mia missione ecclesiale nella diaspora dell'est della Germania. Racconto solo di un breve fatto di questo anno: nella mia breve introduzione alla festa ho detto grazie che una parte dei soldi raccolti andranno a favore del padre Ibrahim ad Aleppo. Ho raccontato un po' di ciò che egli fa nella città martoriata siriana. Questo e solo questo è un modo di dire "W il cattolicesimo", in modo ecumenico e rispettoso della libertà degli altri, adeguato alla regione in cui vivo. Come dice don Julián Carrón, non esiste annuncio cristiano che non prenda sul serio la libertà dell'altro.

 
20/10/2015 - W il cattolicesimo (claudia mazzola)

Io preferisco l'oktoberfest, non è propriamente una festa religiosa, un avvenimento sì però!

 
20/10/2015 - Forse meglio qualche buona festa laica (Giuseppe Crippa)

Riti religiosi non ecclesiali? No, grazie! Anche perché il Cristianesimo non è una religione ma un avvenimento e chi è davvero toccato da questo avvenimento esercita un’attrazione anche – anzi forse più – quando vive con il suo stile momenti del tutto laici rispetto a quando partecipa a riti teistici. Quindi pur apprezzando le buone intenzioni degli evangelici e dei cattolici tedeschi di cui ci racconta il prof. Graziotto queste iniziative non mi convincono … con l’eccezione – per ragioni di tifo – della Juventusfest!