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SINODO SULLA FAMIGLIA/ Papa: il testo integrale del discorso conclusivo di Francesco

Pubblicazione:sabato 24 ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento:sabato 24 ottobre 2015, 19.56

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Significa aver affermato che la Chiesa è Chiesa dei poveri in spirito e dei peccatori in ricerca del perdono e non solo dei giusti e dei santi, anzi dei giusti e dei santi quando si sentono poveri e peccatori.

 

Significa aver cercato di aprire gli orizzonti per superare ogni ermeneutica cospirativa o chiusura di prospettive, per difendere e per diffondere la libertà dei figli di Dio, per trasmettere la bellezza della Novità cristiana, qualche volta coperta dalla ruggine di un linguaggio arcaico o semplicemente non comprensibile.

 

Nel cammino di questo Sinodo le opinioni diverse che si sono espresse liberamente – e purtroppo talvolta con metodi non del tutto benevoli – hanno certamente arricchito e animato il dialogo, offrendo un’immagine viva di una Chiesa che non usa “moduli preconfezionati”, ma che attinge dalla fonte inesauribile della sua fede acqua viva per dissetare i cuori inariditi.

 

 

E – aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa – abbiamo visto anche che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo, per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione. In realtà, le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato. Il Sinodo del 1985, che celebrava il 20° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, ha parlato dell’inculturazione come dell’«intima trasformazione degli autentici valori culturali mediante l’integrazione nel cristianesimo, e il radicamento del cristianesimo nelle varie culture umane». L’inculturazione non indebolisce i valori veri, ma dimostra la loro vera forza e la loro autenticità, poiché essi si adattano senza mutarsi, anzi essi trasformano pacificamente e gradualmente le varie culture.

 

Abbiamo visto, anche attraverso la ricchezza della nostra diversità, che la sfida che abbiamo davanti è sempre la stessa: annunciare il Vangelo all’uomo di oggi, difendendo la famiglia da tutti gli attacchi ideologici e individualistici.

 

E, senza mai cadere nel pericolo del relativismo oppure di demonizzare gli altri, abbiamo cercato di abbracciare pienamente e coraggiosamente la bontà e la misericordia di Dio che supera i nostri calcoli umani e che non desidera altro che «TUTTI GLI UOMINI SIANO SALVATI» (1 Tm 2,4), per inserire e per vivere questo Sinodo nel contesto dell’Anno Straordinario della Misericordia che la Chiesa è chiamata a vivere.

 

Cari Confratelli,

 


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COMMENTI
24/10/2015 - Non si sentano scomunicati... (fabio sansonna)

Il Papa ha detto che i divorziati risposati non devono sentirsi scomunicati... excusatio non petita... ma vuol dire che in qualche modo lo sono... la misericordia verso di loro va bene, ma storicamente mons. Cereti e il card. Kasper si sono inventati cose false per pilotare il Sinodo: nella Chiesa Primitiva e nel Medioevo i divorziati risposati erano veramente, di fatto considerati scomunicati, anzi nel Medioevo erano esplicitamente scomunicati e da questo viene il loro non accedere alla Comunione, come tutti gli scomunicati, del resto! Comunque la relatio finale riesce in qualche modo a tenere insieme varie cose, con il solito inconveniente che le Agenzie hanno già dato una versione superficiale e lassista dei risultati dopo la votazione finale.

 
24/10/2015 - Io non farei comunque la Comunione (fabio sansonna)

Io personalmente se fossi divorziato risposato mi rifiuterei di fare la Comunione anche se il Papa in persona me lo concedesse. C'è una bellissima testimonianza di una signora inglese, Gisele, sull'ultimo numero di Tracce. Fare la Comunione in in una situazione che non è evangelica è illusorio, è un fake,una presa in giro, come quando si prende un bambino e lo si mette al volante dell'auto e gli si fa fare brum brum per illuderlo che è lui a guidare...non è la situazione vera, è un'illusione...è meglio aspettare la situazione vera e fare la Comunione con significato pieno... I divorziati risposati dovrebbero capire da soli, come Gisele, che non è un bene per loro forzare le cose...Il Papa ha ragione a porre le questioni e cercare di aprirsi, ma la realtà non può forzarla neanche lui...e in questa sua pretesa di forzare la realtà a volte è irritante , soprattutto quando non gli basta fare il misericordioso , ma deve sempre puntare il dito su presunti farisei e fratelli maggiori....( e da questo si capisce che sta forzando la realtà) ...che palle !!!! Gli 80 che hanno votato contro al Sinodo sono farisei e fratelli maggiori ? Allora è lui a giudicare ....lì non vale "chi sono io per giudicare ?"