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SINODO SULLA FAMIGLIA/ Papa: il testo integrale del discorso conclusivo di Francesco

Pubblicazione:sabato 24 ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento:sabato 24 ottobre 2015, 19.56

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Care Beatitudini, Eminenze, Eccellenze, cari fratelli e sorelle,
vorrei innanzitutto ringraziare il Signore che ha guidato il nostro cammino sinodale in questi anni con lo Spirito Santo, che non fa mai mancare alla Chiesa il suo sostegno.

 

Ringrazio davvero di cuore S. Em. il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, S. Ecc. Mons. Fabio Fabene, Sotto-segretario, e con loro ringrazio il Relatore S. Em. il Cardinale Peter Erdo e il Segretario Speciale S. Ecc. Mons. Bruno Forte, i Presidenti delegati, gli scrittori, i consultori, i traduttori e tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente e con totale dedizione alla Chiesa: grazie di cuore!


Ringrazio tutti voi, cari Padri Sinodali, Delegati Fraterni, Uditori, Uditrici e Assessori,
Parroci e famiglie, per la vostra partecipazione attiva e fruttuosa.
Ringrazio anche gli “anonimi” e tutte le persone che hanno lavorato in silenzio contribuendo generosamente ai lavori di questo Sinodo.

 

Siate sicuri tutti della mia preghiera, affinché il Signore vi ricompensi con l’abbondanza dei suoi doni di grazia!

 

Mentre seguivo i lavori del Sinodo, mi sono chiesto: che cosa significherà per la Chiesa concludere questo Sinodo dedicato alla famiglia?
Certamente non significa aver concluso tutti i temi inerenti la famiglia, ma aver cercato di illuminarli con la luce del Vangelo, della tradizione e della storia bimillenaria della Chiesa, infondendo in essi la gioia della speranza senza cadere nella facile ripetizione di ciò che è indiscutibile o già detto.

 

Sicuramente non significa aver trovato soluzioni esaurienti a tutte le difficoltà e ai dubbi che sfidano e minacciano la famiglia, ma aver messo tali difficoltà e dubbi sotto la luce della Fede, averli esaminati attentamente, averli affrontati senza paura e senza nascondere la testa sotto la sabbia.

 

Significa aver sollecitato tutti a comprendere l’importanza dell’istituzione della famiglia e del Matrimonio tra uomo e donna, fondato sull’unità e sull’indissolubilità, e ad apprezzarla come base fondamentale della società e della vita umana.

 

Significa aver ascoltato e fatto ascoltare le voci delle famiglie e dei pastori della Chiesa che sono venuti a Roma portando sulle loro spalle i pesi e le speranze, le ricchezze e le sfide delle famiglie di ogni parte del mondo.

 

Significa aver dato prova della vivacità della Chiesa Cattolica, che non ha paura di scuotere le coscienze anestetizzate o di sporcarsi le mani discutendo animatamente e francamente sulla famiglia.

 

Significa aver cercato di guardare e di leggere la realtà, anzi le realtà, di oggi con gli occhi di Dio, per accendere e illuminare con la fiamma della fede i cuori degli uomini, in un momento storico di scoraggiamento e di crisi sociale, economica, morale e di prevalente negatività.

 

Significa aver testimoniato a tutti che il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole “indottrinarlo” in pietre morte da scagliare contro gli altri.

 

Significa anche aver spogliato i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite.

 


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COMMENTI
24/10/2015 - Non si sentano scomunicati... (fabio sansonna)

Il Papa ha detto che i divorziati risposati non devono sentirsi scomunicati... excusatio non petita... ma vuol dire che in qualche modo lo sono... la misericordia verso di loro va bene, ma storicamente mons. Cereti e il card. Kasper si sono inventati cose false per pilotare il Sinodo: nella Chiesa Primitiva e nel Medioevo i divorziati risposati erano veramente, di fatto considerati scomunicati, anzi nel Medioevo erano esplicitamente scomunicati e da questo viene il loro non accedere alla Comunione, come tutti gli scomunicati, del resto! Comunque la relatio finale riesce in qualche modo a tenere insieme varie cose, con il solito inconveniente che le Agenzie hanno già dato una versione superficiale e lassista dei risultati dopo la votazione finale.

 
24/10/2015 - Io non farei comunque la Comunione (fabio sansonna)

Io personalmente se fossi divorziato risposato mi rifiuterei di fare la Comunione anche se il Papa in persona me lo concedesse. C'è una bellissima testimonianza di una signora inglese, Gisele, sull'ultimo numero di Tracce. Fare la Comunione in in una situazione che non è evangelica è illusorio, è un fake,una presa in giro, come quando si prende un bambino e lo si mette al volante dell'auto e gli si fa fare brum brum per illuderlo che è lui a guidare...non è la situazione vera, è un'illusione...è meglio aspettare la situazione vera e fare la Comunione con significato pieno... I divorziati risposati dovrebbero capire da soli, come Gisele, che non è un bene per loro forzare le cose...Il Papa ha ragione a porre le questioni e cercare di aprirsi, ma la realtà non può forzarla neanche lui...e in questa sua pretesa di forzare la realtà a volte è irritante , soprattutto quando non gli basta fare il misericordioso , ma deve sempre puntare il dito su presunti farisei e fratelli maggiori....( e da questo si capisce che sta forzando la realtà) ...che palle !!!! Gli 80 che hanno votato contro al Sinodo sono farisei e fratelli maggiori ? Allora è lui a giudicare ....lì non vale "chi sono io per giudicare ?"