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IL CASO DEL PRETE GAY/ Krzysztof Charamsa, attacco (dall'interno) alla Chiesa e al papa

Krzysztof Charamsa (Immagine dal web) Krzysztof Charamsa (Immagine dal web)

A prescindere del dibattito sull'omosessualità, non può esistere che un prete della Chiesa cattolica latina abbia un "compagno", perché non esiste neppure che abbia una "compagna", dal momento che il suo stato di vita è una profezia del fatto che ciò che serve al cuore dell'uomo non sono gli affetti del mondo, ma l'amore di Dio. 

Il celibato non è un incidente di percorso del sacerdozio occidentale, ma è l'annuncio più grande che la Chiesa possa fare al cuore di ciascuno: noi siamo al mondo, tu sei al mondo, perché sei destinato ad "essere di Cristo" e niente può davvero scaldarti l'anima se non la Sua Misericordia quotidiana. Dire che il sacerdozio non sta in piedi è dire che il cristianesimo non sta in piedi. Con il sacramento dell'ordine Krzysztof Charamsa ha smesso di essere soltanto "uomo", è diventato "sacerdote": il sacramento ha cambiato il suo sostantivo di riferimento e lo ha trasformato in una "cosa" nuova per cui il suo stesso corpo, la sua stessa carne è diventata testimonianza per il mondo intero. 

Proprio per questo, e non per altro, Charamsa suscita un sospiro profondo in ogni prete: il seme di tutta questa vicenda, in effetti, è un'umanità che — per l'ennesima volta — non vive un percorso autentico di maturità affettiva. Lo abbiamo visto poche settimane fa col matrimonio e la dichiarazione di nullità, lo vediamo oggi nel sacerdozio: la mancanza di una vera maturità affettiva è, per la generazione nata e cresciuta sul finire del secolo scorso, la vera emergenza. Giovani e meno giovani, sposati o single, preti o suore, tutti — in qualche modo — vivono il dramma di trovare una loro consistenza e non riescono a sperimentare una pienezza di assetto emotivo e relazionale nelle forme classiche della società cristiana. 

Questa è quindi la domanda profonda per la Chiesa e per il Sinodo, questa è la domanda che in definitiva tutta la giornata di ieri ci lascia in eredità: può un uomo, o una donna, che prende una decisione per sempre, essere davvero felice? Come può una persona del nostro tempo riscoprire che è solo nella definitività che l'amore giunge alla sua vera profondità? La posta in gioco, al Sinodo come nella quotidianità, è a questo livello, al livello della verifica della pertinenza della fede alle domande originali della vita; il resto — chiaramente — è solo buccia, solo polpa, solo torsolo. Qualcosa che ha le fattezze e le sembianze di un frutto avvelenato e che un uomo di Dio ha mostrato attraverso una storia raccontata non per amore, ma per il gioco di qualcun altro.

Insomma, pare proprio che ancora una volta ci troviamo alla vigilia di un Sinodo dove la Discordia cercherà di gettare sul tavolo il suo frutto avvelenato. Possiamo solo chiedere che questa volta a coglierlo non sia né Eva, né alcun'altra divinità pagana. Ma solo la mano piena di tenerezza della Vergine Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa.

 

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COMMENTI
05/10/2015 - Quisquilie (nicola mastronardi)

La solita banalità è chiaro che San Giovanni PaoloII non ha scelto Kasper come padre sinodale, ma siccome lo considerava molto lo nominò membro della Congregazione per la dottrina della fede. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d'uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Capisco che questa continuità può dare fastidio a qualche dotto o sapiente ma è la pura realtà.

 
04/10/2015 - i risultati di chi predica bene e razzola male (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Mastronardi, mi riesce difficile pensare che sia stato San Giovanni Paolo II, mancato nel 2005, a scegliere il cardinal Kasper come componente del Sinodo sulla Famiglia, iniziato nel 2014.

 
04/10/2015 - i risultati di chi predica bene e razzola male (nicola mastronardi)

Sig. Pennati solo per sua conoscenza il cardinale Kasper è stato scelto da San Giovanni Paolo II e riconfermato al suo incarico da Benedetto XVI, suo amico e collega universitario.

 
04/10/2015 - I risultati di chi predica bene e razzola male (2) (Alberto Pennati)

Che farà il vescovo di Roma? Se farà qualcosa, come si giustificherà dopo la sua affermazione, tanto cara al modo di oggi, “chi sono io per giudicare un gay? Strano: credevo che anche lui fosse confessore e che avesse il potere di rimettere o non rimettere i peccati. Salvo che essere omosessuale non sia essere peccatore: ma si può ancora affermare che lo sia o non è più così? Vedremo se il vescovo di Roma sarà così tempestivo nell’azione, così come è stato rapido nel giudizio verso i sacerdoti pedofili ed i vescovi che non hanno agito (peccato aberrante, ma guarda caso argomento molto popolare e parecchio sollecitato dal mondo di oggi). Per finire, l’altro giorno ho letto la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti quando ha detto che ama il papa, che ha anche senso dell’humor: spero che nella guida pastorale usi pochissimo il secondo, mentre per la prima dichiarazione spero che sia stato usato il verbo amare come sinonimo di piacere (I like, ma di questi tempi non si sa mai....).

 
04/10/2015 - I risultati di chi predica bene e razzola male (Alberto Pennati)

Molti gli elementi che si condensano in questa vicenda. Anzitutto fa specie il ruolo che ricopre questa persona che ormai anche formalmente (sostanzialmente lo è già da quando ha questa relazione) dovrebbe essere un ex sacerdote (ed ogni giorno che resta al suo posto è responsabilità di che ce lo lascia). Altrettanto ovvio poi che un certo quotidiano dia spazio ad attacchi alla Chiesa Cattolica, è la naturale continuazione di passati interventi di un altro cardinale, che proveniva dallo stesso ordine di colui che si definisce vescovo di Roma. Lo stesso vescovo di Roma però ha cercato certi guai. Chi ha indetto il sinodo sulla famiglia? Chi ha scelto i suoi componenti (ed esempio il tanto apprezzato da lui cardinal Kasper? – digressione: ma il vescovo di Roma ha letto le dichiarazioni della chiesa elvetica?). Chi è l’ideatore dei due motu proprio di settembre, con primi effetti che già si vedono? Ad esempio sono già pervenute alla Curia di Milano numerose richieste di consulenza religiosa di coppie che hanno interrotto la propria vita matrimoniale o si apprestano a farlo. Voglio proprio vedere quali saranno gli effetti di questo intervento dell’ex (non ancora) prete: per ora il massimo che è stato fatto è l’invito di padre Lombardi alle dimissioni (in perfetto stile dei politici italiani. (continua)