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SINODO SULLA FAMIGLIA 2015 / Oggi l'apertura ufficiale, Papa Francesco celebra la Santa Messa (domenica 4 ottobre)

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SINODO SULLA FAMIGLIA, OGGI L'APERTURA UFFICIALE: PAPA FRANCESCO CELEBRA LA SANTA MESSA (DOMENICA 4 OTTOBRE 2015) - Papa Francesco ha celebrato questa mattina nella Basilica Vaticana la Santa Messa inaugurale del XIV Sinodo generale ordinario sulla famiglia che si apre ufficialmente oggi. Tre gli argomenti affrontati dal Santo Padre nel corso dell’omelia: il dramma della solitudine, l’amore tra uomo-donna e la famiglia. Nel mondo globalizzato di oggi "vediamo tante abitazioni lussuose e grattacieli, ma sempre meno il calore della casa e della famiglia – ha detto il Pontefice - Tanti progetti ambiziosi, ma poco tempo per vivere ciò che è stato realizzato; tanti mezzi sofisticati di divertimento, ma sempre di più un vuoto profondo nel cuore; tanti piaceri, ma poco amore; tanta libertà, ma poca autonomia". Sono quindi sempre più in aumento le persone che si sentono sole, "ma anche quelle che si chiudono nell’egoismo, nella malinconia, nella violenza distruttiva e nello schiavismo del piacere e del dio denaro". Anche l’amore duraturo, fedele, coscienzioso, stabile, fertile "è sempre più deriso e guardato come se fosse roba dell’antichità - ha aggiunto - Sembrerebbe che le società più avanzate siano proprio quelle che hanno la percentuale più bassa di natalità e la percentuale più alta di aborto, di divorzio, di suicidi e di inquinamento ambientale e sociale".

Per quanto riguarda l’amore tra uomo e donna, Papa Francesco ha spiegato che “nulla rende felice il cuore dell’uomo come un cuore che gli assomiglia, che gli corrisponde, che lo ama e che lo toglie dalla solitudine e dal sentirsi solo”. Questo perché Dio non ha creato l’essere umano “per vivere in tristezza o per stare solo, ma per la felicità, per condividere il suo cammino con un’altra persona che gli sia complementare; per vivere la stupenda esperienza dell’amore: cioè amare ed essere amato; e per vedere il suo amore fecondo nei figli”.

Infine il passaggio sulla famiglia. In questo contesto sociale e matrimoniale assai difficile, ha detto il Papa nell'omelia, "la Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella fedeltà, nella verità e nella carità". Nella fedeltà "per difendere l’amore fedele e incoraggiare le numerosissime famiglie che vivono il loro matrimonio come uno spazio in cui si manifesta l’amore divino; per difendere la sacralità della vita, di ogni vita; per difendere l’unità e l’indissolubilità del vincolo coniugale come segno della grazia di Dio e della capacità dell’uomo di amare seriamente". Nella verità "che protegge l’uomo e l’umanità dalle tentazioni dell’autoreferenzialità e dal trasformare l’amore fecondo in egoismo sterile, l’unione fedele in legami temporanei". Nella carità "che non punta il dito per giudicare gli altri, ma si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia". La Chiesa, ha concluso, deve essere “ospedale da campo”, con le porte aperte "ad accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno; di più, di uscire dal proprio recinto verso gli altri con amore vero, per camminare con l’umanità ferita, per includerla e condurla alla sorgente di salvezza".

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