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SINODO SULLA FAMIGLIA/ Cosa vede il papa quando un uomo sbaglia?

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Mi insegna il Papa: a me che tante volte guardando un peccatore, vedo un peccato e basta, e non vedo l'uomo ferito. Mi accorgo di sbagliare quando mi viene voglia di segnare i peccati con la matita blu: errore grave, insufficienza grave. Ma al Papa interessa la vita e la vita quando soffre, geme. E non ci vuole un correttore ma un padre con cuore di madre. Fa un elenco delle nostre ferite, ferite singole e ferite comuni a tutti. "Ecco, allora, che la solitudine colpisce gli anziani, i vedovi, i coniugi abbandonati, le persone incomprese ed inascoltate, quelle chiuse nell'egoismo, nella violenza, nello schiavismo del 'dio denaro'; i migranti ed i profughi in fuga da guerre e persecuzioni, i giovani vittime della cultura del consumismo e dello scarto".

Mi colpisce che le guerre e le loro vittime, profughi e migranti, siano alla fine dell'elenco. Non batte il ferro caldo delle guerre e dei relativi drammi. Il papa lo sa che la guerra non nasce da sola. Fa rumore, fa male, si guadagna i titoli di apertura e le prime pagine ma la sua radice è nascosta giù nel cuore dell'uomo: egoismo, solitudine, incomprensione, violenza, schiavismo del dio denaro. Anziani soli, giovani persi, la famiglia che non ce la fa. Eccola la radice. Se vuoi cambiare il mondo, cambia te stesso, diceva qualcuno. Non posso fermare le guerre ma posso amare e comprendere e scusare e chiedere perdono di più. Ci vuole coraggio a parlare così perché sarebbe facile condannare, schierarsi, esortare, benedire, maledire. Ma il Papa non è innanzitutto un Capo di Stato: è un padre con i suoi figli, è Gesù sull'altare. O ci siamo tutti o manca tutto.

"Solo alla luce dell'amore insegnato da Gesù, quell'amore folle di gratuità, appare comprensibile anche la follia della gratuità di un amore coniugale unico e fino alla morte", che supera individualismo, egoismo e legalismo, perché in fondo gli uomini hanno "sete di infinito". "Per Dio il matrimonio non è utopia adolescenziale, ma un sogno senza il quale la sua creatura sarà destinata alla solitudine!". Usa le parole del Vangelo: da duemila anni, lo dice Paolo, parlare così è follia e stoltezza. Folle gratuità, folle amore. E poi una parola moderna e che ogni uomo capisce: sogno. Il sogno di Dio sull'uomo, sulla famiglia, sul matrimonio. Non voglio scrivere e trascrivere altro. L'omelia è lì da leggere e da ascoltare. So solo che sentire parlare del sogno di Dio mi fa innamorare del matrimonio, della famiglia, della bellezza dell'amore umano, più di mille canoni ben citati di diritto canonico.

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