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CHIESA OCCUPATA/ Se gli operai preferiscono la comunione al "pugno" chiuso

Gli operai di Taranto (Immagine dal web) Gli operai di Taranto (Immagine dal web)

Resta il fatto che gli operai di Taranto hanno scelto come riferimento la Chiesa. Forse perché non avevano altra scelta: ma se anche così fosse... Nel cuore della Chiesa, di una canonica, hanno posto il loro quartier generale. E' una cosa grande nella semplicità di quattro materassi (nuovi). Il Carmine si è dimostrato fraternità aperta a una significativa periferia esistenziale, secundum ripetuti auspici di papa Francesco. E' una bella storia, questa. Ma non è un uovo fuori dalla cavagna: è un piccolo segno di continuità con una grande tradizione della Chiesa viva. Spigolando tra le cose che saltano in mente: don Bosco firmò in nome dei suoi ragazzi alcuni contratti di lavoro con i loro padroni, a mo' di tutore dei diritti sindacali in un tempo in cui il sindacato non c'era. Papa Leone XIII mise in guardia gli "straricchi" dal vessare gli operai, e per buona misura ci fece sopra un'enciclica. La Pira, non prete ma sant'uomo, da sindaco di Firenze salvò il posto e lo stipendio agli operai della Pignone, confidando nell'aiuto di Dio e nel salvataggio dell'Iri. Il cardinale Giuseppe Siri, che passava per il gran conservatore nella Chiesa post-conciliare, riuscì, lui solo, a trovare la via della trattativa e dell'accordo soddisfacente con i camalli che da mesi facevano tremare Genova. Padre Popieluszko, nella Polonia degli anni 80, si fece in quattro, rischiò la vita, e poi la perse proprio, da martire, per salvare l'anima e la vita degli operai e dar da mangiare alle loro mogli e ai loro figli quando finivano in galera.

Non so se è verità o leggenda, ma qualcuno raccontò che una prima bozza dell'enciclica Laborem Exercens, di papa Wojtyla da Cracovia (1981, a cent'anni dalla Rerum Novarum di Leone XIII e a cinquanta dalla Quadragesimo Anno di Pio XI da Desio) iniziava con la parola "compagni", cioè con il modo con cui gli uomini del movimento operaio si sono sempre chiamati gli uni gli altri e spiegava che questo termine è molto bello perché deriva dal latino cum-panis, cioè condividere il pane. Spiegava inoltre che per il cristiano il pane non è solo quello di farina bianca, ma anche quello eucaristico: quello che non solo unisce gli uomini su un bisogno materiale ("proletari di tutto il mondo unitevi") ma li affratella nella comunione totale di origine e di destino.

E pensare che si tratta di pochi materassi. Però nuovi.

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COMMENTI
07/10/2015 - Signore pensaci Tu (claudia mazzola)

Quale modo migliore per attirare l'attenzione del Signore. Grandi!