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Consulta / Non è reato selezionare embrioni geneticamente malati. Eliminarli? No, “solo” criocongelarli

Consulta, da oggi si è deciso che non è reato distruggere e selezionare embrioni geneticamente imperfetti e malati. È la sentenza dela Corte Costituzionale che boccia la Legge 40

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La sentenza di oggi della Corte Costituzionale italiana è andata a toccare per l'ennesima volta un argomento molto spinoso come la Legge 40 e come vi descriviamo qualche riga più sotto. Da oggi non è più reato selezionare gli embrioni nei casi in cui sia esclusivamente finalizzata ad evitare l'impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità previsti dalla legge 194 sull'aborto. Insomma, si può da oggi selezionare gli embrioni se considerati geneticamente non perfetti, ovvero se malati in qualche modo con i casi visti qui sopra: polemiche, siamo certi, verrano nei prossimi giorni per via di questa decisione della Consulta che va ad intaccare per un altra volta a posteriore una parte della Legge 40. La stessa consulta però ci tiene a precisare nella sentenza che rimane assolutamente vietato la soppressione di questi embrioni considerati "malati" e imperfetti e in questo modo non fa decadere la legge, ma l'alternativa all'eliminazione fa crescere numerosi ulteriori dubbi. Secondo la Corte costituzionale, "la malformazione dell’embrione non ne giustifica, solo per questo, un trattamento deteriore rispetto a quello degli embrioni sani". Non si prospetta dunque «allo stato, altra risposta che la procedura di crioconservazione. "L’embrione non è certamente riducibile a mero materiale biologico": benissimo, dunque non possono essere eliminati ma "solamente" criocongelati. Ora bisogna capirne la differenza anche perché al momento nella sostanza è che questi embrioni possono e la legge consente essere scartati, ovvero non meritori di vita. E anche questo è un altro fatto, insindacabile a vedere la sentenza.

Una nuova bocciatura e questa volta farà molta notizia della Legge 40 italiana, per tutti quella sulla fecondazione assistita: la Corte Costituzionale si è espressa pochi minuti fa con una sentenza che annuncia come non sia considerabile reato selezionare embrioni per evitare delle malattie genetiche. È dunque reso illegittimo l'articolo della legge in cui si contempla come «ipotesi di reato» la condotta di «selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata ad evitare l'impianto nell'utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità». Di certo ci saranno conseguenze per questa decisione della Consulta che in poche parole permette la selezione degli embrioni conservati per evitare possibili e future malattie genetiche dello stesso: ora la palla passa al legislatore che dovrà capire come nel caso modificare la Legge, aprendo però numerosi spazi di discussioni ma tranquille sull'annosa Legge 40, sulle leggi di aborto (legge 194) e fecondazioni assistite. In molti chiameranno questa decisione un passo verso una sorta di eugenetica e sarà interessante capire come si evolveranno i fatti in questi giorni. Rimane invece il divieto di distruzione degli embrioni: la corte ha dichiarato non fondata la questione in questo particolare punto della Legge. Ma la novità della giornata rimane assolutamente sul fatto principale: distruggere, selezionare, modificare gli embrioni geneticamente imperfetti d'ora in poi si potrà fare. Eugenetica? Andrebbe chiarito innanzitutto cosa si intende per essa, ma di certo rimane chiaro come una selezione su embrioni giudicati (da chi?) possibili di malattie genetiche sarà possibile. Questo è un fatto insindacabile che farà riflettere, speriamo, in molti.

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