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MORTO DOPO TSO/ Andrea, schizofrenico, sei più buono tu di chi ti ha strangolato

Ieri è arrivata la relazione conclusiva dell'autopsia di Andrea Soldi, il malato di schizofrenia morto durante un Tso nell'agosto scorso. E' stato soffocato, dice il referto. MONICA MONDO

Andrea Soldi (Immagine dal web) Andrea Soldi (Immagine dal web)

Mio cugino Andrea è morto in un'afosa giornata d'estate. Caldo, solitudine, in quello spiazzo arido di periferia. Sì, quella parola che piace al Papa, e che già si è trasformata in uno slogan, da appuntarsi e tirar fuori per fare bella figura, e sentirsi in linea. Però, le periferie continuano ad essere lì, perdute e vuote di umanità e calore. Andrea aveva scelto di viverci, in un bell'alloggio che si affacciava sui giardinetti. Una chiesa, un bar, qualche panchina, i nonni coi nipotini e le macchinine. La vita, da guardare, da cui sentirsi abbracciato. Gli bastava poco, a lui, che era matto, proprio fuori di testa, dicevano. Naturalmente era malato, non matto, e di una malattia psichica così difficile da definire, da classificare. Schizofrenia. Cervello separato. Da che? Ci sono schizofrenici violenti. Andrea non era violento. Si è ammalato da ragazzo, i primi segnali quando faceva il servizio militare. Chissà cos'è successo, per scatenare il buio, cos'ha visto. Nessuno ha fatto nulla, nessuno se n'è occupato, anche se c'è sempre, dice la letteratura medica, una causa che separa, taglia, disconnette. Curioso: diavolo, diabàllon, significa separare. E invece Andrea era rimasto buono, in una famiglia buona, semplice, provata dalla sofferenza, la morte prematura della mamma. Ma amava le montagne, ci camminava volentieri, amava il suo calcio, la sua squadra del cuore, amava davvero alla pazzia i suoi nipoti, con cui amava giocare, lo zio sacerdote, che aiutava in parrocchia.

Sempre più grande, sempre più bambino, sempre più solo, perché non è facile stare con uno così, i pregiudizi, la paura, e che gli dico, tanto non capisce. Andrea invece capiva il bene, e gli bastava cercarselo, in qualche gesto d'affetto, nella compagnia appassionata, allo stremo, del padre, sempre più anziano, sempre più stanco. Sempre più imbambolato dai farmaci, che non voleva, perché capiva benissimo di non essere più lui. Sempre più grosso e grasso, perché quei farmaci si sa, gonfiano, ti rendono flaccido e grosso. Un gigante, appunto. Che non faceva paura, faceva pena, stringeva il cuore, e poneva domande. 

Come si seguono, malati così? Una volta, neppure tanti anni fa, venivano segregati in gironi infernali in terra. Oggi, siamo segregati dal mondo, e abbandonati, alle cure dei familiari, se ci sono e se possono. Lo Stato ha risolto il problema, finge che siano malati normali, i matti. Una diagnosi senza speranza, l'indirizzo di qualche comunità, se c'è posto e ci vuoi andare. Come se la libertà non fosse, per tutti, da guidare, seguire, verso la strada del bene, che non è uguale per tutti, che va declinata alla situazione di ogni persona. Ma questi malati non possiamo far finta che possano cavarsela da soli, con un'iniezione al mese. Andrea non voleva farle, quelle terapie, e toccava al papà chiamare i medici, insistere, pregare. 


COMMENTI
14/11/2015 - Caro Andrea (Francesco Giuseppe Pianori)

Chissà perché noi matti amiamo tanto i bambini? Perché restiamo bambini anche crescendo? Perché sono le uniche persone indifese e fiduciose come noi? Forse perché il mondo ci basta per quello che è e non dobbiamo impossessarcene? La mia psichiatra diceva che la Legge Basaglia aveva provocato molti disastri. Ho rischiato anch'io un TSO e una dottoressa intelligente me l'ha evitato. Marchiato a vita come le mucche. Ho conosciuto anch'io un poliziotto che mi ha "catturato" nudo in un parco pubblico di notte, che io benedico sempre perché mi ha trattato da uomo, con intelligenza e comprensione, deciso e sincero al tempo stesso. Ho conosciuto anche dei Carabinieri che hanno minacciato di spararmi mentre fuggivo verso casa e mi hanno ammanettato e preso in giro e denunciato senza pensarci due volte e sono stato condannato. Soprattutto ho la grazia di avere amici, che mi aiutano e non si scandalizzano se sono o vado fuori di testa, gente che mi vuole bene più dei miei stessi familiari, perché se è difficile vivere con i matti c'è anche Gesù che manda chi ci aiuta sul serio e, alla fine, è disposto a prenderci per sempre in Casa Sua. Riposa in pace, Andrea e prega per chi, non sapendo quello che faceva, ti ha ucciso. Prega per noi, matti come te. Prega per chi non è matto e butta via la sua vita perché è sano.