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Cronaca

STRAGE AL BATACLAN/ Il pianista che suona Imagine: il nichilismo di chi ha smesso di chiedere aiuto

John Lennon (1940-1980) (Immagine dal web)John Lennon (1940-1980) (Immagine dal web)

Un nirvana trasparente che rifiuta la realtà così come è, purtroppo oggi fatta di tanto male e poco bene, che rifiuta la colpa e la possibilità di redenzione, che appiattisce tutto nell'utopia. Non è un caso che negli anni 80, davanti alla crisi dei rapporti tra le superpotenze, lo slogan, "figlio" di Imagine, che andava per la maggiore era "meglio rossi che morti". E il rosso, allora, significava l'impero sovietico.

Lennon ha scritto cose più belle di Imagine che si potevano suonare davanti al Bataclan, ad esempio All You Need is Love, che dice tutto quello che c'è da dire: tutto quello di cui abbiamo bisogno è amore. I giornali e i media vari però in questi gironi dicono che tutto il mondo e i parigini in particolare stanno cantando Imagine. Ok, ma una cantante spesso "blasfema" come Madonna l'altra sera nel corso di un suo concerto in lacrime ha chiesto di cantare così: "Solo l'amore può cambiare il mondo, cantiamo insieme questa preghiera" e ha eseguito la sua Like a Prayer. Immagini di alcuni tg francesi hanno mostrato gruppi di persone per le strade di Parigi che cantavano Halleluja, un'altra preghiera profonda, questa volta di Leonard Cohen.

Dopo la tragedia dell'11 settembre, così simile ai fatti di questi  giorni, Bruce Springsteen scrisse di getto una canzone dedicata a New York, "My city of Ruins", la mia città di rovine. Senza paura di apparire un bigotto o un ingenuo, sottolineò quello di cui in quel momento c'era bisogno:  "Con queste mani  io ti prego Signore prego di avere la forza,  prego per il tuo amore, prego per chi si è perduto, prego per questo mondo: avanti Signore risorgi". 

E' quello di cui c'è ancora bisogno perché l'uomo potrà anche immaginare paradisi perfetti sulla terra, ma siamo fatti di altro: di peccato e di bisogno di essere salvati dal male, che prima di tutto è il nostro male. Nel loro ultimo disco pubblicato da pochi mesi, gli Eagles of Death Metal avevano inciso una cover dei Duran Duran: si intitiola Save a Prayer. Il rock sa anche essere profetico. Dopo le stragi di Parigi, salviamo almeno una preghiera.

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COMMENTI
16/11/2015 - La memoria non vale per tutti (Pierfrancesco Bernieri)

So che per qualcuno dirò cose discutibili ma l'accostamento di una qualsiasi musica, le immedesimazioni "je suis" prima Charlie e ora Paris o France, l'appellarsi alla repubblica, il cantare la Marsigliese sono gesti comprensibili ma frutto di un vuoto. Le bandiere sventolate o proiettate un po ovunque. Il sentirsi "francesi" un po tutti noi forzando quella naturale antipatia che noi italiani spessso abbiamo verso i vicini d'oltralpe mi stride un po. Personalmente anch'io sono rimasto colpito dai fatti di Parigi, come se avessero colpito qui vicino a me. Ma anche qui e so di non essere popolare mi pare che esistano morti di serie A e morti di altro genere. Ogni settimana o giù di lì in Nigeria e in altre parti del mondo c'è gente che muore nelle chiese e non solo a decine e decine in maniera estremamente violenta e nessuno canta niente o mette bandiere in giro. Passa tutto sottotono. E io mi chiedo:perché? Perchè nessuno in una piazza si mette a cantare qualcosa, nessun vessillo ne segno addosso, neanche sul web o quasi?