BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

CENERI FUNERARIE/ L'arcivescovo di Torino: basta con la privatizzazione della morte

L'arcivescovo di Torino ha criticato l'abitudine di tenere in casa le ceneri del defunto o di disperderle all'aperto, parlando di privilegiare invece i cimiteri come luoghi di preghiera

Immagine di archivioImmagine di archivio

Monsignor Nosiglia, arcivescovo di Torino, parlando ieri durante l'omelia per la messa dei defunti a cimitero Parco del capoluogo piemontese, si è detto contrario a quella che ha definito "privatizzazione della morte". Riferendosi alla pratica di tenere in casa le ceneri del proprio defunto o addirittura disperderlo all'aperto, ha parlato di "pratiche troppo individualistiche" che sono di fatto una "privatizzazione e commercializzazione della morte". Così facendo, ha aggiunto "disdegnando il cimitero come luogo privilegiato della sepoltura. Luogo della memoria e della comunione dei vivi non solo con i propri defunti. Il cimitero è un luogo di comunione e di comunità. La morte non si può privatizzare". La morte, ha detto ancora, "è una rottura", per quello non la si deve tenere in casa come qualcosa che continua ad appartenerci. Ha anche criticato la tendenza attuale ad aprire le cosiddette sale del commiato in stile americano e ha invitato i fedeli ad andarci a dire una preghiera "altrimenti diventano luoghi pagani". 

© Riproduzione Riservata.