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PAPA IN AFRICA/ Francesco, le zanzare e il destino buono

Pubblicazione:giovedì 26 novembre 2015

Papa Francesco in aereo (Infophoto) Papa Francesco in aereo (Infophoto)

Il mondo intero sta con il fiato sospeso, scongiurando e pregando che tutto vada bene, e lui si preoccupa di un inutile e molesto insetto. Il Papa è così, un uomo tranquillo, totalmente abbandonato nelle mani del Signore. Non teme il destino, perché sa che è buono, ma solo l'irritazione del pungiglione. Non un eroe, ma un uomo "normale" come direbbe lui stesso. Fa quello che deve fare, porta la sua ondulante carcassa al centro del disordine africano, mentre il delirio fondamentalista terrorizza e agghiaccia il pianeta e continua a sperare nel cuore degli uomini e nella infinita bontà di Dio. Così alla State House di Nairobi, davanti al corpo diplomatico e al presidente figlio di un presidente, Uhuru Kenyatta, simbolo della politica familiare che impera in Africa, ha avuto il coraggio semplice di dire ciò che gli altri non osano. "L'esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione", sentimenti che nascono dalla "povertà e dalla frustrazione". E poi ha continuato affermando che "la lotta contro i nemici della pace e della prosperità, deve essere portata avanti da uomini e donne senza paura". Appunto non si può temere nulla. Quando si è con Dio. A parte le zanzare ovviamente.



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