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PAPA IN AFRICA/ Francesco, le zanzare e il destino buono

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Papa Francesco in aereo (Infophoto)  Papa Francesco in aereo (Infophoto)

NAIROBI — Alla fine piove a dirotto e di zanzare neanche l'ombra. La prima serata africana per Papa Francesco è sotto l'acqua, con la lussureggiante bellezza keniana bagnata da carrettate d'acqua e i mosquitos non si fanno vedere. Sì proprio loro, i fastidiosissimi insetti che in Africa possono anche essere tanto perfidi da regalarti la febbricola malarica a vita, e che Papa Francesco ha detto di temere più di uomini cattivi e schegge terroriste impazzite. 

Sembrerebbe una battuta, ma non lo è. Nell'aereo che lo portava per la prima volta in Africa, incontrando i giornalisti di mezzo mondo ad alta quota, Bergoglio emozionato e visibilmente contento ha ammesso di temere soprattutto loro, le noiosissime bestiole e le loro punture. "Attenti alle zanzare": così ha concluso il suo lungo giro tra i sedili stretti dell'Airbus 330 dell'Alitalia, mentre si congedava dai 74 giornalisti a bordo, 4 dei quali keniani. Arrivando era stato parco di emozioni, ringraziando per il lavoro ancora tutto da fare, confidando solo la gioia per un viaggio in cui andava a  trovare keniani, ugandesi e i "fratelli del Centrafrica". Poi come al solito, si era sciolto negli incontri personali, concedendosi agli abbracci, le confidenze, le richieste di giornalisti e vecchi conoscenti. Ha ascoltato messaggi, infilato gli auricolari per incassare in bocca al lupo video, raccogliere libri e lettere consegnate dai giornalisti delle più svariate testate. E così nelle brevi e preziosissime chiacchiere, al corrispondente della Cbs, Allen Pizzey, che gli chiedeva della difficile situazione nella Repubblica centrafricana, ha confessato candidamente di non aver paura di "folli" o "brutte persone", che non avvertiva il nervosismo diffuso in mezzo mondo, ma che l'unica preoccupazione erano le zanzare appunto. 

Qualcuno doveva aver persino immaginato tale ossessione e si era presentato con dono adeguato: due bombolette spray antizanzare, una per il viso e l'altra da spruzzare sugli abiti. Caroline Pigozzi, di Paris Match, portatrice di tale provvidenziale omaggio, con cura tutta femminile ha anche spiegato bene come adoperare le bombolette. E Bergoglio ha mostrato di gradire molto, raccomandando all'organizzatore dei viaggi Gasbarri di tenere da conto il prezioso e utilissimo regalo. Insomma neanche mia mamma sarebbe stata tanto accorta: i mosquitos sono diventati il tormentone della giornata, mentre i giornalisti che da settimane scrivevano sulla pericolosità del viaggio attraverso tre paesi africani, delle difficoltà che la presenza del pontefice avrebbe creato nell'area e dell'azzardo di una partenza che cadeva nel bel mezzo di una delle più acute crisi dell'Occidente alle prese con i terroristi dell'Isis, venivano tranquillizzati dall'unico cruccio di Francesco: le temibili zanzare. E non era una delle sue umoristiche stilettate, non c'era niente di costruito, davvero Bergoglio, con tenerezza paterna, voleva metterci in guardia dagli effetti collaterali di tanto verde e dell'umido clima dell'Africa orientale. 



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