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COLLETTA A PARIGI E IN ITALIA/ Se basta un carrello per fare la pace

Ieri si è svolta la Giornata della Colletta Alimentare, una autentica festa della carità, come la definiva don Giussani, e come dimostrano i volontari. Non solo in Italia. GIANLUIGI DA ROLD

Facendo la Colletta (immagine d'archivio) Facendo la Colletta (immagine d'archivio)

Non è la prima volta che partecipano, per alcuni quello con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, l'ultimo sabato di novembre, è un appuntamento irrinunciabile. Ma se vedi i volontari parlare e lavorare per raccogliere la spesa per i poveri, che viene donata da milioni di italiani, ti sembra di vedere sempre qualche cosa di nuovo, una nuova scoperta. Se poi parli con uno di questi volontari, ti rendi conto che la giornata della Colletta è la stessa di sempre. Gira ormai come un orologio fidato e collaudato, è conosciuta e propagandata, ma tutti la vivono come una Giornata che sembra nuova, magari per le sensazioni nuove che provi. E' così in Italia, ma lo è in tutta Europa.

La sensazione che percepisci girando per i supermercati, vedendo magari una persona che spontaneamente cede un intero carrello di spesa a chi raccoglie il cibo per i poveri, ti viene confermata anche dal presidente della Fondazione Banco Alimentare, Andrea Giussani: "E' vero, per tante, tantissime persone che volontariamente partecipano a questo appuntamento ti sembra di cogliere dei segni che per loro sia come la prima volta. Ed è una scoperta che ti colpisce profondamente".

E' l'ottavo anno di crisi economica mondiale, ma la "grande festa, lo spettacolo della carità", come diceva don Luigi Giussani, le crisi le affronta e le supera. I calcoli esatti della raccolta, magari le sorprese, arriveranno con precisione nelle prossime ore. Ma intanto le stime si possono già fare e sono positive.

Punto primo: l'aumento dei volontari. Ogni anno se ne aggiungono di nuovi. Se potevi calcolarne circa 135mila l'anno scorso, oggi hai già superato le 140mila unità. E ci sono quelli che magari passano per caso da un grande punto di vendita, vedono quello che si sta facendo e si aggiungono spontaneamente, durante la giornata, ai volontari già impegnati.

C'è poi la selezione della spesa fatta dai donatori. Il cibo deve essere non facilmente deperibile, adatto soprattutto alle esigenze di anziani e bambini. E resti di stucco quando vedi, tra gli scaffali, la scelta accurata che fanno le persone che donano. Poi c'è la quantità del cibo donato. Anche quest'anno, nonostante i proclami che poi si rivelano fasulli, di ripresa e di persistenza di una delle più gravi crisi delle società moderne, si stima di ripetere il risultato dell'anno scorso.

Poi c'è il fatto che ti sorprende di più. E va descritto e spiegato brevemente, come un autentico miracolo della carità.

Si vive in un'Europa unita da una moneta, da complicati interessi bancari e da una bandiera sbiadita. Ci sono nazionalismi così radicati, differenze tanto marcate, che tutti sembrano andare per la loro strada anche di fronte alla possibilità di una guerra.