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PAPA IN AFRICA/ L'abbraccio di Francesco al popolo di Namugongo: o i santi o il potere

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Papa Francesco in Uganda (foto dal web)  Papa Francesco in Uganda (foto dal web)

Così Francesco ancora una volta si è ritrovato a ricalcare le orme del più amato dei predecessori. Accanto al reverendo ha scoperto il supplizio subito da questi testimoni coraggiosi, ascoltando, commosso e silenzioso, ogni particolare del modo in cui furono catturati, giudicati, torturati e uccisi. Ha pregato in silenzio tra le sculture che con incredibile veridicità restituiscono il nucleo di quell'ecumenismo del sangue che gli è tanto caro. L'amore spassionato e appassionato per Cristo, che trasforma la vita e dona un coraggio inimmaginabile. Ha parlato dei Martiri, della loro forza e dell'eredità che hanno lasciato al popolo ugandese. Ne ha parlato assediato dalle zanzare, nell'anfiteatro dove si è tenuta la messa, riempito da uomini, donne, bambini e anziani arrivati a piedi, nella notte, affondando nel fango rosso, con i vestiti colorati della festa, le acconciature elaborate e l'antica bellezza dei guerrieri. Erano loro a circondare lo specchio d'acqua marrone, dragato da improbabili unità di sicurezza, al centro del quale si ergeva il padiglione adibito ad altare. Distanti eppure vicinissimi a Francesco, nel cuore, i pellegrini ugandesi, molti dei quali con la povertà addosso, hanno anticipato tutta la festa della giornata, cantando e ballando la loro gioia, e accogliendo l'invito a raccogliere l'eredità di Carlo e compagni per rendere più missionaria la propria Chiesa. In un abbraccio di carità e amore, consumato proprio nel nome dei Martiri. 

E ne ha parlato ancora Francesco, dei Martiri, quando nel pomeriggio bollente di Kampala, finalmente illuminata dal sole, ha incontrato i giovani ugandesi. Uno spettacolo nello spettacolo. Il Bergoglio che conosciamo, quello che abbiamo visto appena due giorni fa infiammare altri giovani africani, che chiacchiera con 50mila tra ragazzi e ragazze, giovani di tribù ed etnie diverse diventati una sola voce nel rispondere alle domande incessanti del Papa. A Kololo air strip, la striscia di terra che una volta era una pista di atterraggio, le gradinate di quello che oggi è un complesso sportivo, vibravano per l'entusiasmo con cui, come un solo corpo, i giovani seguivano Francesco nel suo parlare. 

Lui da bravo parroco li interrogava su come affrontare le difficoltà, quella fatica del vivere che in Uganda può significare nascere sieropositiva e rimanere orfana a 9 anni, come raccontato da Winnie, o venire rapito in seminario, insieme a compagni che non faranno più ritorno, dai guerriglieri dell'Esercito di Resistenza del Signore, le milizie di matrice cristiana che imperversavano nel nord del paese, razziando piccoli a cui far imbracciare un fucile. Destino capitato in sorte ad Emmanuel, sopravvissuto grazie ad una rocambolesca fuga alla fine toccata invece ai suoi compagni.  



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