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PAPA E AFRICA/ Rose Busingye: con i musulmani abbiamo incontrato il volto di Dio

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Francesco in Uganda (Infophoto)  Francesco in Uganda (Infophoto)

Ripeto, nessuno qui parla delle cose che dici, si parla solo di accogliere la Chiesa così come è, qualcosa che è stato iniziato da Gesù, poi è continuato con San Pietro fino ad oggi, a Francesco. Per la strada tutti gridavano: Francesco, Francesco! 

 

Il papa ha detto che desiderava attirare l'attenzione del mondo sull'Africa, perché secondo te?

Io penso che il modo con cui lui fa sentire Gesù presente è il modo che mi fa capire che Lui mi ha creata e continuamente mi dà la sua vita.

 

L'Africa è spesso indicata come la speranza della Chiesa...

L'uomo africano attende Dio. In Africa nessuno pensa che si è fatto da solo, tutti sanno che sono stati fatti da qualcosa di più grande. Qui non c'è uno che può pensare che Dio non esiste, anche se non dà dargli un nome.

 

Però pensando all'Africa non si può non pensare alle grandi opere di carità verso gli ultimi, verso i poveri di cui anche tu ci dai testimonianza.

Ma non è che qua tutti si occupano dei poveri, e poi il problema non è essere poveri materialmente. Puoi essere povero anche se hai il frigo pieno. Puoi occuparti dei poveri se capisci che il povero ha un valore in quanto essere umano, l'uomo è povero quando non sa chi è. Tutto il resto nasce da un modo di essere educato nei confronti della vita. 

 

In Uganda il papa ha dedicato la messa ai martiri cristiani. In Africa il martirio dei cristiani avviene tutt'oggi, continuamente.

Martirio dei cristiani vuol dire riconoscere Cristo in quel momento. Il papa ha parlato di un popolo di giovani, anche di 14 anni, che ha dato la vita perché Cristo in quel momento per loro era diventato tutto, una presenza tale da rinunciare alla vita, perché lo avevano riconosciuto. Uno di loro al re che lo condannava a morte perché aveva disubbidito, aveva detto: "ho scoperto un re più grande di te a cui obbedisco". L'inizio del nostro riconoscere la presenza di Cristo che supera le altre realtà è in quel martirio, ed è la stessa cosa che continua nei cristiani uccisi oggi in Nigeria, in Kenya e in tutto il mondo.

 

Il martirio fa parte del percorso della fede?

Il martirio accade ogni giorno: riconoscere nell'istante tutti gli istanti della vita e chi li ha generati.

 

In Centrafrica il papa ha aperto la porta santa del Giubileo: che cosa significa per te e per gli africani?

Quel gesto è per tutto il mondo, non solo per l'Africa. Cosa vuol dire aprire una porta santa, cosa vuol dire per la Chiesa e per l'umanità? Per me è come aprire la mia vita alla salvezza, farmi conoscere il mistero che mi apre il cuore.

 

Francesco in Centrafrica ha anche visitato una moschea e incontrato i musulmani. Oggi in Europa si pensa all'islam come un nemico da combattere, cosa vuol dire invece che il papa è andato a incontrarli?


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