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VATILEAKS 2/ Mons. Becciu: il papa non ha paura dei "corvi" (e dei Nuzzi)

Pubblicazione:venerdì 6 novembre 2015

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Se non ci fosse stata una persona a sottrarre i documenti, questi non sarebbero usciti dal Vaticano. Gli inquirenti stanno valutando, ma pare che fossero organizzati per far uscire tutta questa documentazione. Probabilmente dovremmo perfezionare il nostro sistema informatico ma i nostri tecnici hanno lavorato bene per rendere sicuro il nostro sistema. Poi, se qualcuno all'interno del Vaticano viene meno alle regole, è facile spedire documenti.

 

Le pagine dei giornali in questi giorni erano piene degli sprechi e degli eccessi della Curia vaticana, ed è stato messo in crisi anche l'Obolo di San Pietro. Che cosa c'è di vero?

Sugli eccessi della Curia se qualcuno ha esagerato dovrà correggersi e ridimensionarsi. Sugli appartamenti vaticani non bisogna essere populisti, rimangono alle persone fino al termine dell'incarico per poi passare ad un altro. Sono appartamenti ereditati dalla storia, non sono funzionali, ma che cosa facciamo, li dobbiamo distruggere? Facciamo altri appartamenti? Dobbiamo uscire da Roma? Così si spenderebbero ancora più soldi. Dobbiamo renderci conto che questi appartamenti esistono da secoli. In questi appartamenti qualche cardinale ha qualche familiare, come la mamma, le suore, personale di servizio, il segretario. Quindi quello spazio è in funzione delle persone che ci vivono. Sull'Obolo di San Pietro, dobbiamo chiarire: quando ai fedeli si chiede di aiutare il Papa è scritto "per la carità del Papa e per le necessità del suo ministero", i fedeli sanno che donano fidandosi di colui che riceve. Questi soldi sono dati per la carità del Papa, gran parte di essi vengono usati ed altri sono impiegati per l'organizzazione del ministero del Papa, la cosiddetta Curia o le nunziature sparse per il mondo. Ma questo è tutto pubblico, non si scopre l'acqua calda, ogni anno viene pubblicato il bilancio della Santa Sede. Chi non dona va a fare speculazione e giudicare.

 

In questi giorni è uscita la notizia di un altro filone d'indagine, su segnalazione dell'Aif, su presunti conti poco chiari riguardo all'Apsa. Anche questo è un altro settore che state analizzando?

Questo è un altro segno della trasparenza che il Papa ha voluto. Voglio precisare che quello che pubblicano i due libri non è altro che il lavoro fatto, per volontà del Papa, per cercare di rendere più trasparente e funzionale tutta l'amministrazione della Santa Sede. Sono cose che già sapevamo e che indicano la volontà del Papa di riorganizzare tutto il sistema finanziario della Santa Sede. E' chiaro che nelle analisi sono venute fuori delle disfunzioni ed è questo quello che pubblicano i due libri. Era già conosciuto tutto questo, era magari riservato all'interno del Vaticano ma ogni Stato ha la sua parte di riservatezza. Penso che fosse necessario mantenere il segreto, non perché la gente non sapesse ma perché era espressa volontà del Papa, una volta individuate le cose che non andavano, che si mettesse rimedio.

 

Con questi due libri c'è il tentativo di descrivere un Chiesa fatta d'intrighi e un Papa isolato nel suo tentativo di riforma? 


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