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Cronaca

LETTERA/ Dal crac delle banche alla Casta, i "conti" che non tornano

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C'è un suggerimento da dare a Matteo Renzi. Forse si poteva fare uno sforzo maggiore per salvare le banche in difficoltà e i risparmiatori, piuttosto che programmare i 550 euro per la "cultura" ai diciottenni. Al proposito, Renzi potrebbe seguire due strade: o anticipare l'assegno ai sedicenni per l'educazione finanziaria, oppure dare 250 euro ai diciottenni prima delle elezioni amministrative e poi, in base al risultato, stanziare gli altri 250 o meno.

Ultimo suggerimento a Paolo Mieli e agli autori de La casta, sulla politica italiana. Poiché il Corriere della Sera, nella sua "solida proprietà", è così ricco di banchieri e realtà finanziarie, perché non scrivere un altro libro sulla "casta" dei banchieri e dei finanzieri, che al Corriere conoscono così bene? Sarebbe un altro colossale successo editoriale.

Noi intanto continueremo a leggere Ricardo, Schumpeter, Keynes e Minsky, sapendo che siamo su una "bomba" di 200 miliardi di debiti incagliati, su centinaia di miliardi di obbligazioni a rischio (c'è chi parla di 600) e su qualche vagone di derivati. Su questo punto, preghiamo e basta. Ci permettiamo di rimpiangere solo banchieri, finanzieri come André Meyer. Di fronte all'ipocrisia di questi giorni, di fronte alle prediche sulla finanza etica, Meyer, l'amico di Cuccia, il patron di Lazard, diceva: "Perché essere solo antipatici, quando è così facile essere odiosi?". Almeno era una persona sincera.

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COMMENTI
12/12/2015 - Mi sembra che a De Rold sfugga un fatto essenziale (Massimo Zamarion)

E cioè che la cosiddetta finanziarizzazione dell'economia, il cosiddetto turbocapitalismo, il cosiddetto liberismo finanziario, siano tutt'altro che manifestazioni del mercato e della libera economia. Sappiamo tutti cos'è lo statalismo classico, il dirigismo economico. Il "turbocapitalismo" non è altro che un surrogato di statalismo, un'altra forma di dirigismo economico, fondato sulla manipolazione della moneta; è alle banche centrali (e cosa c'è di più politico della banca centrale, a parte la politica stessa?) che viene ora assegnato il compito di dirigere l'economia, attraverso le iniezioni di liquidità, le manovre espansive, i tassi artificialmente bassi in totale dispregio della "logica di mercato" e in perfetta acquiescenza ai voleri della politica e pure a quelli della mitica "gggente": insomma, è sempre la logica dei debiti facili e magari "garantiti" dal "prestatore in ultima istanza". E i derivati impazzano laddove il redde rationem viene continuamente rinviato, grazie alla distorsione del mercato.