BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

COP 21/ Così la crisi aiuta l'Italia nella lotta ai cambiamenti climatici

InfophotoInfophoto

Paradossalmente, l’Italia ha compiuto passi in avanti rispetto alle emissioni antropogeniche dei cosiddetti gas clima alteranti grazie alla crisi economica. Infatti, si conferma, secondo l’ultimo Rapporto sul benessere equo e sostenibile, il trend decrescente di medio periodo delle emissioni sopra richiamate che scendono nel 2012 sotto la soglia di 8 tonnellate di gas CO2 - equivalenti pro capite. Parimenti, deindustrializzazione, crisi del settore delle costruzioni e mutamenti della composizione delle importazioni in favore di prodotti più “a valle” nel ciclo produttivo hanno proseguito a erodere la base materiale dell’economia italiana, diminuendo il potenziale di impatto sull’ambiente naturale nazionale, misurato con il Consumo materiale interno, del quale si è confermata, nel 2013, la tendenza ad una diminuzione (542,5 milioni di tonnellate).

La crisi dunque può essere una occasione per l’Italia. Ed è una occasione anche l’accordo uscito dalla Conferenza di Parigi di questi giorni. E le occasioni, si sa, vanno colte al volo per evitare che divengano rimpianti. E il rimpianto è un grande spreco di energia.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
14/12/2015 - Basta con il catastroambientalismo (Carlo Cerofolini)

Riguardo al terrorismo che viene fatto sul clima e al fatto che per evitare la catastrofe, è necessario ridurre fino ad azzerare (sic) le emissioni di CO2 antropica (l’inquinamento è altra cosa), vorrei fare notare solo quanto segue: 1) tra il 750 e il 1200 d.C. si è avuto il cosiddetto optimum climatico medievale, quando la temperatura era superiore, rispetto all’attuale, mediamente di circa due gradi - con punte fino a più quattro gradi nelle regioni polari - senza che questo abbia determinato alcun disastro, anzi; 2) negli ultimi 400 anni si è visto che c’è perfetta correlazione fra attività solare e variazioni di temperatura e nessuna correlazione legata alla variazione della concentrazione della CO2 atmosferica. Basta quindi con il catastroambientalismo che fa la guerra a nemici immaginari (gas serra antropici) e che ci massacra economicamente, peggiorando così la qualità e la durata della vita dei cittadini!