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STAR WARS/ Meglio l'ambiguità della Morte Nera o le certezze di Chesterton?

Una scena di Star Wars 7 (Foto dal web) Una scena di Star Wars 7 (Foto dal web)

Nel film seriale, come nella serie tv, la storia è sempre aperta. Non finisce, perché deve essere sempre possibile farne un nuovo episodio (a proposito Harrison Ford ha dichiarato che dopo la prima trilogia avrebbe voluto far morire Jan Solo, ma, appunto, Lucas si oppose). Neppure inizia veramente, perché se ne potrebbe ricostruire diversamente l'origine. Anche la fruizione cambia. Netflix ci sta abituando al cosiddetto binge watching, la visione-abbuffata, che consiste nel consumare insieme più episodi, a volte la serie intera, come fosse, appunto, un unico film televisivo, di durata variabile. 

Cosa si perde e cosa si guadagna in questa progressiva destrutturazione del racconto? C'è più libera scelta, perché si vede cosa, come e dove si vuole. Ma si rischia incertezza. Da piccoli sapevamo che alla fine Cappuccetto Rosso ce la fa. E a sentirlo ripetere cento volte non ci si stancava. Oggi non è detto. Nel sequel il lupo potrebbe poi non essere così malvagio. Proprio quello che speriamo non accada al nuovo Dart Fener, che vogliamo inequivocabilmente cattivo.  

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COMMENTI
15/12/2015 - Feyles, con calma e pazienza (Pierfrancesco Bernieri)

Gent.le Feyles io che la stimo davvero sono rimasto sorpreso dal titolo e dal contenuto del suo articolo. Dov'è Chesterton nel suo articolo? Comunque sia. Credo sia più prudente vedere il film e poi giudicarlo anzi sarebbe meglio vedere tutta la nuova trilogia e poi giudicarla. Mi ricordo che un ragazzino quando sono andato a vedere il primissimo episodio nel 77. La cosa che ho sempre giudicato positivo di Guerre Stellari è la chiarezza della distinzione tra buoni e cattivi. Nella seconda trilogia c'è poi il tradimento, la conversione al male. Ma è fantascienza è uno spettacolo. Prima di tirare in ballo i filosofi i Barthes i Chesterton consiglio un po di prudenza e invito ad aspettare la fine dei tre film. Poi sarò il primo ha scriverle se ha ragione.