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VATILEAKS 2/ Così Francesco continua Ratzinger. E non è condizionabile...

Pubblicazione:mercoledì 2 dicembre 2015

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

No. Anzi i circoli di potere ecclesiastici sono in fibrillazione e stanno mettendo in atto manovre e operazioni occulte perché continuano a pensare che la vita della Chiesa proceda per lotte di palazzo o cordate. Ciò riguarda alcuni circoli che si erano autoconvinti di avere in mano le redini della vita della Chiesa. Papa Francesco ha intuito che lui e i suoi collaboratori hanno comunque l’appoggio del popolo di Dio e delle persone semplici, le quali hanno compreso per armonia sacramentale qual è lo sguardo di chi guida la Chiesa.

 

Quanto c’è di vero e quanto di gonfiato in Vatileaks2?

L’intera Vatileaks 2 è un’operazione drogata, perché i documenti pubblicati erano l’esito del lavoro di raccolta di dati che tendevano in qualche modo a rivedere i meccanismi interni della Curia in una chiave di trasparenza. La tendenza dei vertici del Vaticano è quella a dimagrire gli apparati che quando non hanno una chiara missione poi tendono a perpetuarsi, anche perché ci sono risorse cui accedere.

 

Nuzzi e Fittipaldi vanno comunque difesi in nome della libertà di stampa?

Presentare la pubblicazione dei libri di Nuzzi e Fittipaldi come espressione della libertà di stampa mi sembra assolutamente fuorviante. Da parte loro non è stata condotta alcuna indagine giornalistica, c’è stato semplicemente un malloppo di dossier e di materiali che erano stati raccolti da altri e che sono stati faxati a due giornalisti i quali poi li hanno pubblicati. Voler fare credere che questa operazione sia quasi come un contributo alla riforma di Papa Francesco mi pare pura propaganda, che ha come unico scopo quello di vendere più copie.

 

Infine che cos’è la corruzione per il magistero di Papa Francesco?

Per Papa Francesco la corruzione è una patologia dell’anima che poi può diventare anche patologia sociale. Lui ha conosciuto gli effetti negativi anche quando era vescovo in Argentina. Si tratta di un peccato che si trasforma in abitudine e ha la pretesa di autogiustificarsi. Non si riconosce quindi come conseguenza del peccato originale di cui chiedere perdono, e si struttura piuttosto in una logica di potere. Ciò determina degli effetti negativi per l’anima delle persone e si trasforma in sistema sociale, di cui poi a pagare le conseguenze sono i più poveri.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
02/12/2015 - Grazie (Pierfrancesco Bernieri)

Grazie a Valente per le sue parole che confermano quanti e sono tanti pensano sulla continuazione Benedetto XVI e Francesco. Il problema che credo irrisolvibile salvo l'Opera dello Spirito Santo (ma a cascata pesante) è convincere i catto-tradizionalisti fan di Benedetto XVI e i vari Socci della situazione che vedono quello che non c'è. Nell'Anno della Misericordia speriamo in questa opera di conversione, per tutti.