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Cronaca

IL CASO/ Migranti in Danimarca, il patto "indecente" che scandalizza i benpensanti

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Se invece le norme proposte in Danimarca sono effettivamente discriminatorie, perché pongono diversi criteri di uso del welfare tra cittadini e stranieri, siamo di fronte, appunto, a una reazione scomposta di fronte al fenomeno dell'immigrazione, indice di idee nebulose, di incapacità di dare il giusto peso alla realtà, sul genere ad esempio della proposta di Donald Trump, candidato alle primarie repubblicane negli Usa, di impedire l'ingresso nel paese agli islamici. Sono distinzioni, queste sì, razziste, e anche inutili. Non arresteranno il flusso di immigrati che tanto spaventa i residenti così gelosi del loro benessere e, chiudendo le porte, non risolveranno nessun problema; semplicemente rimarranno in attesa che i problemi si ripresentino, ingigantiti. 

La diversità di trattamento prevista dalla legge è insomma ingiusta e rivelatrice di una debolezza umana e culturale sia che si privilegino le persone migranti, sia che, viceversa, si tenti vanamente di chiudere loro le porte con una legislazione discriminatoria.

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COMMENTI
20/12/2015 - Corretta riflessione (Giuseppe Crippa)

Giudizio chiaro ed equilibrato, ben diverso da come soltanto ieri la notizia era stata presentata su questo stesso giornale. Grazie per questo articolo e per la capacità di “auto correggersi” messa in atto dalla redazione.

 
20/12/2015 - Quando si perde un'importante occasione per tacere (GIUSEPPE VALORI)

Per prima cosa resto alquanto basito dall'affermazione per cui in alcuni comuni gli "stranieri" abbiano una "corsia preferenziale" per accedere "al welfare" (cioè a cosa?): la cosa, oltre che palesemente in violazione di una decina di norme di rango primario (Costituzione) e secondario ho l'impressione che, di questi tempi, scatenerebbe orde di poveracci (e politici furbetti) contro la casa comunale, armati di forconi e torce come nella migliore tradizione. Se la cosa fosse vera, prego l'autore di fornirne i dati, altrimenti ha perso un'occasione eccetera. Quanto poi agli asili nido pieni di figli di "stranieri", ca va sans dire che basterebbe partire dalla semplice osservazione che nelle nostre realtà, soprattutto in alcuni piccoli comuni, del Sud come del Nord, ormai sono quasi solo gli immigrati afro-asiatici a metter su famiglia, aprire esercizi commerciali e...fare figli, appunto: magari si dia una scorsa ai dati pubblicati dall'ISTAT...o un semplice "giro" in rete...ma non su Facebook come finora pare abbia fatto. Sul resto dell'articolo sorvolo: dire che una norma esiste ed è uguale a quella applicata ai cittadini di quel Paese e quindi la norma è giusta...e poi dire che se non fosse così sarebbe sbagliata, ma che in ogni caso siamo vittime del politically correct...be', forse Le dovrebbe suggerire di scrivere d'altro che non di diritto e sociologia. Con amicizia, un avvocato che, mi creda, La stima.