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Cronaca

EUTANASIA/ Marco Cappato, la morte assistita di Dominique Velati non è libertà

Marco Cappato, leader dei Radicali Italiani (Foto dal web)Marco Cappato, leader dei Radicali Italiani (Foto dal web)

E' quasi banale rispondere che in nome della mia libertà individuale posso giustificare l'omicidio, ad esempio. Che in suo nome posso decidere di farmi schiavo, o di fingermi una pupattola di 12 anni, come ha detto di sentirsi quel pazzo che ha sbandierato il transage come nuovo vessillo. E' inutile ricordare che i medici sono tali per curare, e per aiutare a non soffrire. Che il Diritto nasce per rimediare ai mali dell'uomo, per garantire la vita, come primo e universale diritto. Nessuno ha mai pensato di fondare la giurisprudenza sul diritto alla morte. 

Inutile, perché all'ideologia non risponde la ragione. Solo una resistenza antropologica, cui allenare i nostri figli, può rispondere. Solo l'educazione, e la coscienza di chi siamo, di quali desideri profondi abitino in noi, solo la pietà, o la misericordia, meglio, che connota fin dalle origini il nascere delle civiltà. Resistenza ostinata almeno quanto quella dei radicali. Mentre pare che nel vuoto, di idee e ragione e cuore tutto ci scorra addosso, e qualche decina di morti in più in Siria, un presepe di meno, una donna uccisa in una clinica svizzera, non ci riguardino. Sono esempi diversissimi, ma uniti da un filo comune: chi siamo, quali desideri albergano in noi, cosa vogliamo per i giorni che ci sono dati. Guardo a quella donna, sola, in una stanza pulita e ordinata, con i suoi pensieri, con i suoi ricordi. Chissà se ha pensato che in Avvento, da piccola, si facevano l'albero e il presepe,  a casa, e si mangiava il panettone in famiglia dopo la Messa. 

Ieri sera è mancato il papà di amici, care persone. Dolorosa perdita, per un uomo ancor forte, in poco tempo,  con gran sofferenza. Ma, spiegava la figlia, l'abbiamo seguito con immenso amore, giorno dopo giorno. E' stata dura, ma al tempo stesso un'esperienza importante. Poiché morire è fatale, e questo scandalo bisogna affrontarlo, dai barlumi della coscienza, non solo quando ci tocca da vicino. Quest'uomo è andato incontro con dignità e coraggio alla vita di cui la morte è una parte. Aspettando una rivelazione, aspettando di vedere. Che accadesse, questo compimento di una vita piena. Non era solo. 

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COMMENTI
22/12/2015 - Io ho visto morire il mio papà (claudia mazzola)

credetemi, non ne aveva proprio voglia nonostante il male. Addirittura quando ha smesso di respirare, dopo un poco ha ripreso come per ricominciare a vivere e si è lasciato andare, io credo tra le braccia di Dio a nuova vita.