BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MAMME OVER 40/ "Mi regalo un bambino": l'inganno del decennio congelato

Pubblicazione:martedì 22 dicembre 2015

Immagine di archivio Immagine di archivio

Non sono certo il solo ad essere rimasto colpito e inquietato dal titolo dell'articolo di Gioia in edicola oggi. Il titolo è: "A 40 anni mi regalo un bambino". 

Perché… semplicemente perché un bambino non è un regalo, perché i regali sono orologi, cioccolatini, baci, ma non "un bambino": inquietante associazione, che fa il paio con l'altro inquietante tema del servizio, cioè l'uso della donna "a distanza" o "surrogata", per portare a termine una gravidanza, dato che decenni di battaglie femminili hanno portato fortunatamente a capire che come un bambino non è un regalo, anche la donna non è un quid da usare (sia pure volontariamente, sia pure a pagamento). 

Ci inquieta anche altro. Cioè che nel testo, a parte la messa in guardia a non fare "figli riparativi" cioè per frustrazione, non c'è la dovuta messa in guardia che qualunque manuale di fisiologia o di ostetricia fa, cioè che fare i figli oltre una certa età è pericoloso. Certo, pensare che il figlio della donna quaranta-e-qualcosa-enne è un regalo che la donna si fa, non aiuta a pensare ai pericoli che corre. D'altra parte è possibile che un regalo ti faccia correre dei rischi? Invece i rischi ci sono; per conoscerli invitiamo a leggere le riviste scientifiche, o i siti delle associazioni mediche ginecologiche. 

La rivista Fertility e Sterility di maggio riporta i rischi ben noti sia per la donna che per il bambino di nascere da una donna quarantenne e oltre, e non sono rischi da poco: prematurità, morte fetale, malformazioni, gemellarità con i rischi che questa comporta, gravidanza ectopica. Gli studiosi autori dell'articolo spiegano che sui mass-media la metà degli articoli che parlano delle gravidanze quarantenni si focalizzano sulle vip; e "eventi negativi, compresa la sterilità e la morte fetale sono raramente menzionati. Il rovescio della medaglia è altrettanto disturbante: che maternità giovani e carriera appaiono  incompatibili; la maternità viene descritta come per forza legata ad assenza dal lavoro, ridotta produttività e ostacolo alla carriera". Anche la rivista Sexual Reproductivity and Healthcare di giugno, organo dell'associazione delle ostetriche svedesi, mette in guardia dalla banalizzazione che i mass-media fanno delle gravidanze in età avanzata, in un articolo in cui leggiamo: "Le maternità rimandate nel tempo sono descritte positivamente, dato che facilitano il conformismo con le ideologie dominanti a proposito della maternità". 

Nell'articolo di Gioia, sicuramente scritto con tutti i migliori scopi, leggiamo che "a 40 anni molte donne si sentono ragazze", o "la percezione della vita fertile come una endless season"; purtroppo (ma direi anche, ovviamente) quello che percepiamo nei nostri sogni non è quello che percepisce il nostro corpo con i suoi ritmi e i suoi ormoni, con le sue ovaie che ad un certo punto devono tirare il fiato e con un orologio biologico che non si resetta a piacere.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
22/12/2015 - Meditare... (Anna Di Gennaro)

La ringrazio per questo suo chiarire i termini di una questione già affrontata dal nostro Papa Emerito, allora Benedetto XVI, che ammonì: Tornate a fare i figli da giovani! Sante parole, inascoltate dalle nostre emancipate donne in carriera. Compresa la ministra Beatrice Lorenzin cui faccio i migliori auguri di nonna felicemente attiva col nipotino di tre anni da accudire, almeno part time. Lei, alla mia età, avrà da badare ad un paio di giovani fanciulle. Un gap che mi lascia perplessa. Anche a loro auguro ogni sorta di bene, ma rifletto sul fatto che l'essere e fare la nonna, entro pochi anni, non sarà più nemmeno possibile. Che peccato! Anna e Gioacchino pregate per noi tutti nell'imminenza della Nascita di Gesù Bambino, Redentore del mondo...