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OPERAIO RAPINA LA SUA BANCA/ Accade perché Calvino ha "fregato" san Francesco

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Povero Cipputi. Parte sempre indignatissimo, e ne ha ben donde, ma finisce infilzato dal mitico ombrello. Il Cipputi di Castelfranco Veneto si chiama Ivan Favretto, ha 35 anni e fa per l'appunto il meccanico, con contratto a termine in scadenza. La banca non gli vuole restituire i soldi investiti in azioni;  lui va in bestia e arraffa 7.300 euro, circa il corrispettivo, dalle casse. Trattasi tecnicamente di rapina, e Cipputi finisce in manette. 

La Procura di Treviso, per fortuna, usa il buon senso e lui può patteggiare un anno, otto mesi e venti giorni con sospensione della pena. Per il metalmeccanico non sarà il trionfo della giustizia proletaria, ma il suo difensore ringrazia le toghe. Dunque Ivan è uno come tantissimi che dal lavoro, se c'è, cava il pane e qualche piccolo stentato risparmio; dalla finanza neanche tanto creativa ha cavato il mitico ombrello. L'hanno convinto ad acquistare 10.550 euro di azioni della banca: "Tranquillo Ivan Cipputi, lei è in una botte di ferro". La botte era quella di Attilio Regolo, con l'interno foderato di chiodi appuntiti, e le azioni erano destinate a perdite consistenti: nel linguaggio tecnico sono definiti "sconti"; sì, uno sconticino del 76%.

Non è facile seguire l'andamento di queste azioni non ancora quotate in Borsa, tuttavia Cipputi subodora qualcosa (e chi non subodora nell'era della pioggia di ombrelli di Banca Etruria e dintorni?), sabato si presenta all'assemblea degli azionisti, per capire e magari dire la sua: sono in 11mila, collegamento da remoto, e come si fa a parlare? È una farsa. Ivan entra in fibrillazione, per i soldi che stanno diventando carta ma soprattutto per la sensazione di essere stato preso per i fondelli. Questa cosa qui è quella che il linguaggio tecnico chiama "perdita del rapporto di fiducia".

Il lunedì mattina va in officina coi nervi a fior di pelle, e per un niente si inalbera col suo datore di lavoro e sbatte la porta; poi corre in banca, rivuole i suoi soldi, van bene anche 8mila visto il deprezzamento, ma non gli sganciano un euro. Ivan non ci vede più, spintona una cassiera, ed effettua un prelievo fai da te. Più tardi, a patteggiamento avvenuto, ammette  di aver fatto una sciocchezza, e che in questi casi bisogna seguire le vie legali.

Ma caro Cipputi, è proprio dalla via delle leggi che si erge l'ombrello a te destinato. Leggi un po' il comunicato – a termini di leggi italiane ed europee – emesso dal consiglio di amministrazione dopo l'assemblea: "Il rimborso delle azioni del socio che esercita il diritto di recesso da una banca popolare in occasione della sua trasformazione in società per azioni è assoggettato e subordinato alla possibilità per la banca di rispettare, a  seguito del rimborso stesso, i requisiti prudenziali ad essa applicabili e, quindi, di ottenere l'autorizzazione da parte dell'Autorità competente per la riduzione dei fondi propri".



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