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DIARIO MADAGASCAR/ "Consolare un bimbo, il Natale che mi ha fatto dimenticare l'Europa"

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Credo che la cosa più bella che mi sia capitata nella vita siano i loro sorrisi, il fatto che si rifugiano nelle tue braccia per avere un affetto che non hanno mai avuto. Vederli interagire con le signore (sono nove) che si occupano di loro, per ricostruire quella immagine materna che a loro è sempre mancata. Vederli mentre si spartiscono un pezzo di cioccolato, un frutto (per loro è una cosa spontanea), vedere come le bimbe più grandi, di 7-8 anni, si occupano delle più piccole e dei più piccoli e quelle più grandi a loro volta di loro.

Penso che lo Spirito di Natale voglia ricordarci che dappertutto nel mondo c'è un bambino da assistere, da accompagnare nella vita, da consolare, e che noi si debba vivere con lui le sue gioie. I tanti bambini che muoiono ancora oggi perché cacciati dai loro paesi, e le difficoltà nell'accoglienza che noi facciamo nei nostri paesi, tutto questo ci dovrebbe far pensare.

Che questo Natale ci renda migliori tutti.

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