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VATILEAKS 2/ Mirabelli: la libertà di stampa non ha a che fare con documenti trafugati

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Gianluigi Nuzzi (Infophoto)  Gianluigi Nuzzi (Infophoto)

Non è che si può giudicare se le norme penali siano opportune o inopportune; è il legislatore di ciascun ordinamento ad avere il diritto di considerare i fatti che possono essere lesivi di un bene che merita tutela, privato o pubblico, e a sanzionarli di conseguenza.

Cosa significa?
Che dobbiamo abituarci a considerare lo stato della Città del Vaticano un ordinamento territoriale diverso da quello italiano. Non per questo meno garantista dal punto di vista processuale.

Siamo nello stato del papa. Il giudice è libero o no di accertare la verità? La sua nomina non avviene da parte di chi governa, in ultima istanza il papa stesso?
Il papa è anche a capo di uno stato, destinato ad assicurarne la visibile indipendenza e regolato dal diritto? Sì. Non c'è un principio di separazione dei poteri? C'è una sovranità imputabile a un soggetto il quale però non la esercita direttamente, ma la attribuisce, secondo la legge di quell'ordinamento. E in tale ordinamento sono attuate la precostituzione del giudice, la garanzia della sua naturalità, la libertà del collegio giudicante di formarsi una convinzione sulla base delle prove, in un dibattimento pubblico e nel contraddittorio tra accusa e difesa e di adottare una sentenza, cioè una decisione che sarà motivata e può essere appellata. 

Dunque tutte le caratteristiche del giusto processo sono rispettate. 
Sì. Le quali, forse conviene dirlo, non sono ovunque identiche. Nell'ordinamento di tipo anglosassone, l'appello è simbolicamente una concessione del re o della regina e può non essere ammesso; negli Stati Uniti per i reati più gravi, la decisione spetta a una giuria popolare che giudica dichiarando l'imputato colpevole o non colpevole ma non motiva.

Francesca Chaouqui si è dichiarata rifugiata politica.
E' una sua opinione e non capisco che cosa significhi. C'è un reato, la sottrazione di documenti, ancor più grave se commesso da parte di chi ne era a conoscenza in ragione del suo ufficio. Il materiale non è stato trafugato da uno scassinatore, è stato diffuso violando un dovere di riservatezza per un uso che apparirebbe essere commerciale. Questo è politico?

Il reato sulla base del quale sono processati gli imputati è stato previsto dalla riforma voluta da papa Francesco dopo Vatileaks 1. 
Il principio di garanzia è quello di stretta legalità: nessuno può essere punito per un fatto che non era previsto come reato nel momento in cui è stato commesso, e nel processo viene rispettato.

Nuzzi e Fittipaldi possono andare a processo in Vaticano per un supposto reato che non si sa bene dove sia stato commesso?
Anche il nostro codice prevede reati commessi all'estero per i quali c'è una competenza e una sanzione da parte dello stato italiano. Per l'ordinamento vaticano ricordo che in un caso recente, non concluso perché è intervenuta la morte dell'imputato, è stato avviato un procedimento penale con restrizione della libertà personale per fatti che sarebbero stati commessi in Nicaragua (Jozef Wesolowski, ndr).

Qualcuno ha ipotizzato per i giornalisti il reato di ricettazione. Che ne pensa?


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