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ATTENTATO A LONDRA/ Taglia la gola a un passante, ma Allah lo lascia solo

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Chiamare "fratello" l'aggressore, pubblicamente, durante un attentato, con la vittima a terra, è da coraggiosi, è da persone che non temono la verità: non nel mio nome, non nel nome di Dio.

E i social, che spesso ormai raccolgono il nostro vivere quotidiano meglio dei grandi media,  perché sono i pensieri di quella società che non arriverà mai alle prime pagine dei giornali, riprendono questa frase. I giornali aprono le prime pagine della sera con il sangue.

Noi apriamo i primi tweet della sera con questa piccola frase.

Quando migliaia di metri cubi di acqua ti shakerano nell'oceano, tu guarda una piccola bolla d'aria. Dove va lei c'è la salvezza.

Mi colpì questa cosa e oggi quando ho letto questa notizia e visto le immagini che la raccontavano e i tweet che giravano, ho pensato a quella bolla d'aria che va verso la superficie e che bisogna guardarla e seguirla per non andare a fondo. "Tu non sei mussulmano, fratello". #YouAintNoMuslimBruv

Siamo fratelli dei nostri assassini, se non per fede, per umanità. 

Dovremmo "spararci" addosso solo parole così: bolle di speranza dietro le quali nuotare per respirare, per vivere di nuovo.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
07/12/2015 - Re a Crippa e Pennati (Mauro Leonardi)

Il 30 novembre Papa Francesco nella moschea di Bangui ha detto: "Insieme, diciamo no all’odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace, salam". Come posso non rallegrarmi se qualcuno è d'accordo col Papa?

 
07/12/2015 - stessa confusione mentale (Alberto Pennati)

Credo che l'articolista soffra della stessa confusione di chi non riesce a mettere la parola allah (o peggio, non ne ha il coraggio) in questa frase: "uccidere in nome di allah è una bestemmia".

 
07/12/2015 - Replichina a don Mauro (Giuseppe Crippa)

Caro don Mauro, penso anch’io che si tratti di un musulmano che prende le distanze dall’ISIS, ma penso anche che prendere le distanze da un’interpretazione radicale dell’Islam dicendo che non è Islam sia come prendere le distanze da una suora di clausura negando che sia suora.

 
07/12/2015 - musulmani e cristiani (Valentina Timillero)

Bell'articolo. PS. a proposito del giudicare: come disse quel tale, "...Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello".

 
07/12/2015 - E' fratello e musulmano (Giuseppe Crippa)

Saper dire “fratello” a chi ha appena commesso un delitto non è da poco e sarebbe eroico se lo dicesse la vittima. Ma dirgli che non è musulmano resta comunque un giudizio “temerario”. Chi sono io per giudicare che non è musulmano?

RISPOSTA:

La mia lettura è che si tratto di un musulmano che appartiene al crescente numero di musulmani che prende le distanze dall'Isis. ML