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Cronaca

FAMIGLIA ANANIA & CONCHITA WURST/ La par condicio di Sanremo che tutto dimentica

La famiglia Anania a Sanremo (Immagine dal web)La famiglia Anania a Sanremo (Immagine dal web)

Esagerati, altro che Conchita. Oltretutto la trans dalla voce melodica è ricca, questi sono contenti pure se sono poveri, e questo proprio non è accettabile. Mi domando se la famiglia Anania ha capito il gioco al confronto, è cosciente di essere salita sul carrozzone, accanto alla donna barbuta. Forse non era il caso, di suscitare sorrisi, e qualche raro gridolino di ammirazione e commiserazione. Spero che il papà, che fa l'inserviente alle Bellearti di Catanzaro, si sia almeno fatto pagare, che ci sia andato per quello, a Sanremo. Non so se la sua testimonianza appassionata, il suo riferirsi al Signore, appellarsi e affidarsi insistentemente al Signore, possono essere capiti. Non voglio giudicare la sicura buona fede, la semplice spontaneità di chi vive le cose, ma proprio per questo non deve sbandierarle, ripeterle, sottoporsi al sospetto di essere esagerato. 

Carlo Conti è stato bravissimo, sobrio, rispettoso, parco di commenti e domande. Sembrava cercare nell'immediatezza dei ragazzi, dei bambini, quell'essenziale che il padre non è riuscito a trasmettere, secondo me. Che non consiste nell'avere sedici figli, ma nella fede grande che dà significato e speranza e permette di dire "siamo una famiglia normale". Ma forse c'era poco tempo. Forse non era il luogo. Poi rifletto che a cercare luoghi adatti, i cristiani si sono lasciati chiudere nelle sacrestie, in modo da non essere notati troppo. Serve però fare il contraltare alla drag queen? E' utile, o attira l'attenzione su quelli che a torto, ma comunque sono considerati fenomeni? Ci sono famiglie numerose in Italia che fanno fatica, e hanno quattro, cinque, sei figli. Il festival ha fatto pensare anche a loro?

Che poi, a noi bastavano delle belle canzoni. Con Emma in anfibi, che sta meglio, con Rocio a sfilare, senza dire parola, e Arisa a cantare, e nient'altro, per carità. Con Tiziano Ferro, che è una gran presenza, e Nek che si ricorda del rock. Ma soprattutto Al Bano e Romina. Spiace ammetterlo, per noi che quando loro cantavano insieme non volevamo morire democristiani e invece ci tocca dire che sbagliavamo, in tutti i due i casi: le voci più belle, incomparabile presenza sul palco, quel sapore di Italia perduta che canta "Felicità è un bicchiere di vino con un panino". Ah, nostalgia canaglia.

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COMMENTI
11/02/2015 - Io ho visto Sanremo (claudia mazzola)

Possibile che quando si fa vedere qualcosa di buono si critica? Poi però quando in TV fanno vedere solo cattive notizie ci si lamenta. Sanremo è il male minore e non fa dimenticare il brutto!