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Cronaca

FAMIGLIA ANANIA & CONCHITA WURST/ La par condicio di Sanremo che tutto dimentica

Parte il carrozzone di Sanremo, metafora dell'Italia contenta (con la guerra alle porte), e tiene dentro tutto, da al Bano e Romina alla famiglia Anania, 16 figli. MONICA MONDO

La famiglia Anania a Sanremo (Immagine dal web)La famiglia Anania a Sanremo (Immagine dal web)

Massì, Sanremo è Sanremo. Non una città, tanto meno un santo, ma un non-luogo, che diventa il polo d'attrazione, da anni, in grado di far scomparire i vertici drammatici sulla situazione ucraina, il terrore dei massacri mediorientali, i battibecchi della politica. Un carrozzone, che tutto raccoglie e tutto mette in piazza, e tutto divora, consuma e dimentica. 

Tutto sullo stesso piano. Per questo nella prima giornata della 65esima edizione ci sono i sempiterni Albano e Romina, a rinverdire il sogno spezzato del loro amore eterno, e insieme il rap, lo sberleffo partenopeo debole di Siani che fa impennare Salvini. Per questo c'è la famiglia Anania, con i suoi 16 figli! In teoria, con quei buoni propositi che scaldano il cuoricino, per attirare l'attenzione sulle famiglie numerose, e sul coraggio di far famiglia, pure in tempo di crisi. Peccato che le famiglie numerose debbano supplicare per avere sgravi fiscali al loro terzo, quarto figlio, e affidarsi alla beneficenza per i successivi. Peccato che delle famiglie gliene importi poco, alla politica, alla società, alla cultura: è in arrivo la legge sulle coppie di fatto, qualche sindaco apre registri di convivenza per coppie omosex, qualcun altro mostra le vere intenzioni, e celebra matrimoni. Tante nuove famiglie, sulla carta, e pazienza per quelle vere, si arrangino, è una loro scelta. 

Per questo dopo la famiglia Anania domani canterà sotto i riflettori del paese intero la pluripremiata Conchita Wurst, sì, quel ragazzo affascinante con barba e baffi che però si veste da donna e mostra attributi da donna. Qualunque pensiero alla donna barbuta dei circhi di strada di buona memoria è irriverente e malizioso. Conchita è un'artista, e gli artisti hanno sempre licenza, si sa, che si tratti di Madonna o Beppe Grillo. Conchita è di più: un modello, per chi crede che il genere sessuale sia una scelta, non un dato di natura, che ostentare questa scelta sia segno di libertà e progresso.

Non importa che l'Italia sembri appagata dal reflusso democristiano. Bisogna adeguarsi, anche la Rai che è tv di Stato (solo la parola mette a disagio) rincorre giustamente il sensazionale, lo scoop, i nomi che tirano. Poi, ricordandosi che la media degli ascoltatori è over 60 e temendo lo sdegno di qualche nonnina vecchio stampo, ecco la vetrina per la famiglia Anania. Sono pure cattolici, per forza, sono fissati, esagerati, sappiamo che il pubblico dirà o penserà così. Che si richiamerà a papa Francesco, che stigmatizzava il far figli come conigli, quando non li si può mantenere. Anche se la famiglia Anania i figli se li mantiene eccome, e si dichiara serena, e i ragazzi e bambini si mostrano tali, anche se non tutti hanno l'iPhone e i vestiti se li passano da maggiore a minore. 


COMMENTI
11/02/2015 - Io ho visto Sanremo (claudia mazzola)

Possibile che quando si fa vedere qualcosa di buono si critica? Poi però quando in TV fanno vedere solo cattive notizie ci si lamenta. Sanremo è il male minore e non fa dimenticare il brutto!