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SCUOLA/ Vietato il velo islamico in classe. Il preside: genera ostilità

No al velo islamico in classe, ma soprattutto tolleranza zero contro "gesti e atti motivati da razzismo". Lo ha deciso Aldo Durì, dirigente dell'Istituto tecnico "Malignani" di Cervignano

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No al velo islamico in classe, ma soprattutto tolleranza zero “contro i gesti e gli atti motivati da razzismo”. Lo ha deciso Aldo Durì, dirigente dell'Istituto tecnico "Malignani" di Cervignano del Friuli (Udine). Le ragazze musulmane saranno “libere di servirsene all’esterno della scuola ma non in classe, anche perché a nessuno è permesso di indossare copricapi nell’ambito dell’attività didattica, come forma elementare di educazione”, si legge in una circolare diffusa l’11 febbraio scorso. La decisione è stata presa dopo l’aggressione avvenuta qualche giorno fa ai danni di uno studente straniero picchiato all’esterno della scuola da un ragazzo italiano: “Nonostante gli sforzi profusi da tanti docenti di buona volontà – recita ancora il testo - tra i nostri studenti si sono diffusi sentimenti ostili ai Musulmani ed in genere agli Arabi, che costituiscono una numerosa comunità nella nostra scuola. Gli insulti razzisti, lanciati spesso senza alcuna consapevolezza, in certe classi e soprattutto nei gruppi dei social network, sono divenuti pratica corrente. E talvolta dalle parole si è passati ai fatti". Per questo motivo "non sarà accettata da parte di nessuno, essendo la scuola italiana laica ed indifferente al credo professato dagli allievi e dalle loro famiglie, l’ostentazione e l’esibizione, specialmente se imposta, dei segni esteriori della propria confessione religiosa, anche perchè essa, in fin dei conti, può essere colta come una provocazione, e suscitare reazioni di ostracismo, disprezzo o rifiuto. Tale è ad esempio il fazzoletto o velo che copre talvolta i capelli e parte del viso delle ragazze musulmane".

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COMMENTI
16/02/2015 - Vietiamo anche... (Giuseppe Crippa)

Ogni divieto genera ostilità e molti divieti non sono sufficientemente motivati. Auguro al Preside di avere ragione (a me non pare).