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IL CASO/ Case chiuse e quartieri a luci rosse, tre motivi per dire no alla proposta di Renzi

Pubblicazione:martedì 17 febbraio 2015

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Eppure si tratta di un fenomeno vistosamente in crescita, con una variegata offerta di mercato del sesso che non è più riconducibile al solo universo femminile, e sempre e comunque ai confini di una criminalità che ne fa occasione per spaccio di droga, per violenza e per un aspro regolamento di conti. Ogni sindaco, soprattutto nelle grandi città, sa bene quanto sia difficile controllare la crescita esponenziale della prostituzione nelle sue diverse forme, ma nello stesso tempo sembra aver rinunciato ad applicare la stessa legge del 75/58, meglio nota come legge Merlin. La prostituzione, ricordiamolo, non è reato. Sono crimini invece lo sfruttamento e la tratta, ma proprio su questi punti si nota un cedimento delle forze dell’ordine, che preferiscono ignorare quanto accade sulle strade, per intervenire solo quando esplodono le risse o addirittura quando qualcuno muore e muore di morte violenta. Legittimare la riapertura delle case chiuse, archiviando la legge Merlin, senza neppure provare a farla applicare nella sua struttura originaria, significa aver dimenticato quel lungo dibattito sulla dignità della donna e sul rispetto della sua libertà personale.

La senatrice Lina Merlin ribadì più volte nell’acceso dibattito parlamentare che accompagnò l’iter della legge per oltre 10 anni come l'articolo 3 della Costituzione italiana  sancisse l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, e l'articolo 32 annoverasse la salute come fondamentale diritto dell'individuo; citava spesso anche il secondo comma dell'articolo 41 che stabilisce come un'attività economica non possa essere svolta in modo da arrecare danno alla dignità umana.

Il traffico di donne, ma non solo di donne, talvolta anche minorenni, e i lauti guadagni del loro sfruttamento, sono sotto il controllo sia delle mafie italiane che di quelle dei rispettivi Paesi d'origine, sempre più presenti anche sul territorio italiano, ed è lì che andrebbe portata una politica seria e rigorosa di contrasto alla prostituzione. Serve un approccio multidimensionale che riveda e applichi le leggi sulla immigrazione e le leggi contro la tratta degli esseri umani; serve una prevenzione che affronti anche le nuove modalità di adescamento su internet e intervenga con determinazione davanti a forme di pornografia, che sono la porta d’ingresso di più spregiudicate forme di sfruttamento di persone giovani e troppo spesso sprovvedute. Ma servono anche misure positive di recupero di queste persone, con una offerta concreta di modalità alternative per gestire la loro vita e recuperare un forte senso della propria dignità. 



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COMMENTI
17/02/2015 - Il mestiere più vecchio del mondo (claudia mazzola)

Non capisco perchè si tollerano le prostitute in strada e non in casa, però quelle di lusso sì! Io le vedo queste povere criste giovanissime, delle fanciulle, al freddo, neve, pioggia, avanti ed indietro per il quartiere con il pappone che le sgrida e le picchia. E' ipocrisia, non si può farle sparire, piuttosto aiutiamole.