BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LORIS STIVAL/ I giudici del Riesame: Veronica Panarello ha agito da lucidissima assassina

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

foto:Infophoto  foto:Infophoto

LORIS STIVAL, I GIUDICI DEL RIESAME: VERONICA PANARELLO HA AGITO DA LUCIDISSIMA ASSASSINA - Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso suo figlio Loris Stival il 29 novembre scorso, ha agito da “lucidissima assassina”. Lo scrivono i giudici del tribunale del Riesame di Catania che hanno reso note le motivazioni dell’arresto della ventiseienne e rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dal suo avvocato. Veronica avrebbe ucciso “con agghiacciante indifferenza”, manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile” con la “volontà di organizzare l’apparente rapimento del figlio Loris”. La donna avrebbe quindi "una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria" e una "insospettabile tenuta psicologica" che supportano "il giudizio di elevatissima capacità criminale". Secondo i giudici, avrebbe anche mantenuto una “sconcertante glacialità nell’ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale” e una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone".

LORIS STIVAL, LA TESTIMONE: VERONICA PANARELLO AVEVA UNO STRANO PRESENTIMENTO (2 FEBBRAIO 2015) - Continuano gli interrogatori a Santa Croce Camerina, nel Ragusano, dove Veronica Panarello è accusata di aver ucciso il 29 novembre scorso il figlio di otto anni, Loris Stival. Sentita anche la mamma di un compagno di scuola di Loris, che avrebbe fornito agli inquirenti un particolare interessante. La donna ha infatti raccontato che quel sabato mattina, all’uscita della scuola, Veronica avrebbe detto di avere un brutto presentimento: "Mi sento che Loris a scuola non c'è". Poi andando incontro ai primi due compagni del figlio, avrebbe chiesto: “Dov'è Loris? C'era oggi a scuola?". Ma quando i due bimbi hanno risposto che non c’era, senza cercare la maestra, si sarebbe subito rivolta al vigile urbano per lanciare l’allarme. Per gli investigatori si tratta di una testimonianza importante che va ad aggiungersi all’impianto accusatorio nei confronti della madre di Loris. Altra indagine che stanno svolgendo gli investigatori, riguarda i profili dei social network di Veronica. È emerso infatti che, oltre al profilo principale “Vero Nica”, che è stato disattivato il 28 novembre (e poi riattivato dopo la morte di Loris) la donna ne avesse altri “coperti” sia su Facebook sia su Whatsapp. Li utilizzava per parlare con chi? Per rispondere a questa domanda gli inquirenti hanno chiesto una rogatoria internazionale e a Mark Zuckerberg hanno fatto un’istanza di accesso ai profili che sono stati individuati appartenenti alla madre di Loris. Con ogni probabilità, già domani, a Catania, i giudici del tribunale del riesame potrebbero depositare le motivazioni che hanno portato Veronica Panarello in carcere, detenuta da quasi due mesi nel carcere di Petrusa ad Agrigento. Intanto dalla tomba del piccolo sono stati rubati i peluche e i pupazzetti. (Serena Marotta) 



© Riproduzione Riservata.