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GIUSSANI 2005-2015/ Bertinotti: il suo "cuore" rompe l'omologazione del potere

Luigi Giussani (1922-2005) (Immagine dal web) Luigi Giussani (1922-2005) (Immagine dal web)

Vede, io faccio fatica oggi a ritrovare sulla scena sociale, politica e culturale forti elementi di continuità in tutte le grandi esperienze nate nel secolo scorso. E' come se fossimo precipitati in un altro mondo, e quello che si è spezzato è il filo della continuità. Si è spezzato per i comunisti, ma anche per i cristiani. C'è innanzitutto una ragione esterna: è cambiata la scena, siamo entrati in una altro capitolo della storia, quello del capitalismo finanziario globalizzato. E' un paradigma regressivo. Mi pare che siamo dentro una profonda crisi di civiltà.

E poi? 
…difficile quindi riposizionarsi, per culture che sono cresciute nel vecchio contesto. Ma il secondo elemento è una mutazione intervenuta nei protagonisti. Direi così: il problema è il rapporto con il potere. Meglio, il rapporto tra la pratica sociale, o politica o culturale e la fede che ne sta all'origine. Intendo sia fede trascendente sia fede laica, storicamente determinata dal secolo, quella fede che ci mette in relazione con ciò che attendiamo e non è visibile, ivi compresa una società diversa.

E qual è la sua diagnosi?
Queste pratiche originate dalla fede, secondo me, al confronto con il potere non hanno retto la prova. Tutte.

Ma il carisma di don Giussani, per come lei ha avuto modo di conoscerlo, riesce a far fronte a questo cambiamento?
Per me è difficile dirlo… C'è una risposta alla sua domanda che non può che essere interna alla tradizione di cui Giussani porta il segno. Dico "tradizione" perché secondo me don Giussani ha prodotto una tradizione, che a sua volta sta dentro la tradizione del cristianesimo. Ma dall'esterno, posso dire che l'esperienza totalizzante di Giussani è attraente, perché manifesta l'intelligenza e la volontà di sottrarsi all'omologazione del tempo. 

Si spieghi, presidente.
Oggi il capitalismo ha foggiato un uomo a sua immagine, e gli ha dato una sua umanità, che è quella dell'individualismo mercantilista. Come diceva Benjamin, si è configurato come una religione… E' l'omologazione dalla quale metteva in guardia Pasolini. Ecco allora che in quella tensione, anche drammatica, che è propria di ogni proposta totalizzante, starei per dire integralista, c'è anche l'antidoto alla riduzione operata dal nostro tempo.

E la proposta di Giussani può ancora scardinare l'omologazione del potere?
Secondo me almeno indica questa possibilità e questa prospettiva. D'altra parte è questo che mi interessa di lui. C'è un… sì, un integralismo, in Giussani, che è tipico del pensiero forte. Sono rischi che il pensiero debole non corre, ma il pensiero debole si condanna alla disumanizzazione che è inscritta nella società del nostro tempo… Anche il pensiero forte ha dei rischi, ma in ogni caso va "scalato", ecco. E' questo che della lezione di Giussani continua a intrigarmi.

Lei lo definisce "integralista", ma per Giussani non può esserci adesione alla verità senza libertà, senza affetto, senza stupore. 


COMMENTI
22/02/2015 - un giudizio acuto e onesto (Giuseppe Schillaci)

"Gli altri gruppi erano anch'essi composti da credenti nei quali la vita di fede, la certezza religiosa, erano ben presenti nella pratica, ma come una sorta di premessa all'agire sociale. Mentre nei giovani di don Giussani la fede e la vita erano un tutt'uno". Bertinotti mi pare "fotografi" acutamente il carisma di CL. E non è solo un ricordo del passato: solo una esperienza di unità della vita può sottrarsi all'omologazione del tempo: "Dall'esterno, posso dire che l'esperienza totalizzante di Giussani è attraente, perché manifesta l'intelligenza e la volontà di sottrarsi all'omologazione del tempo. Oggi il capitalismo ha foggiato un uomo a sua immagine, e gli ha dato una sua umanità, che è quella dell'individualismo mercantilista. Come diceva Benjamin, si è configurato come una religione… È l'omologazione dalla quale metteva in guardia Pasolini. Ecco allora che in quella tensione, anche drammatica, che è propria di ogni proposta totalizzante, starei per dire integralista, c'è anche l'antidoto alla riduzione operata dal nostro tempo".