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ITALIANI NELL'ISIS/ Perché i nostri giovani sono affascinati dai tagliagole?

Pubblicazione:martedì 24 febbraio 2015

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Con l’intervista al ministro Alfano il Corriere della Sera ha aperto la riflessione sul fenomeno del reclutamento che avviene nel nostro Paese di guerriglieri per il califfato islamico, l’Isis. Questo fenomeno viene chiamato dei “foreign fighters” secondo la mania di usare l’inglese per definire fatti complessi. Forse anche per evitare di dover capire questa complessità.

Si valuta che siano circa 50 le persone partite per la Siria e l’Iraq, di età fra i 18 e i 25 anni, indottrinati sia dai siti web sia da una rete di circa 200 attivisti presenti in Italia. Non si tratta di fenomeni di massa e neppure una vera e propria tendenza. Ma comunque è un fenomeno che deve essere valutato e capito. 

Proviamo a fare alcune ipotesi delle forme di convincimento. Bisogna partire da un contesto europeo per capire se un impianto di valori esistenziali fronteggia l’alternativa agli ideali estremi dell’integralismo islamico. Se guardiamo agli olandesi venuti a Roma per la partita di calcio, trasformata in violenza contro le bellezze e la storia, si capisce che il dato dell’offerta ai giovani è fondato sulla nullificazione di ogni ragione ideale. Si costituisce così una identità a negativo, sei grande se distruggi tradizione e significati delle cose. Sei grande perché sei libero da tutto, persino dalla tua coscienza. Sei grande perché ti lasciamo anche il diritto di dire di che sesso sei, secondo le tue preferenze. Sei grande perché sei figlio di genitore 1 e genitore 2, dunque non devi neppure dire mamme e papà, non devi obbedire a nessuno e non sarai abbracciato da nessuno.

I propagandisti del califfato offrono una alternativa: morire per affermare il ritorno a Dio. E’ una proposta radicale, che offre la felicità come percorso verso la morte significativo. Tutto il ragionamento è ideologico, ovvero uno schema di idee che serve a coprire le ragioni concrete di chi detiene un potere contro tutti. Dentro questa schema di idee, come è stato per i fascisti e per i comunisti, non ci si accorge di essere annullati dallo schema stesso, anzi ci si convince di aver una causa da seguire. I giovanissimi sono facile preda dell’ideologia, non occorre esperienza, basta essere affascinati da qualcuno che ti racconta la favola, quella del paradiso degli eroi dell’islam. 

Ma ancora di più affascina la carica di odio verso tutto il modello di vita occidentale, perché non è solo per i costumi degenerati, è anche per la potenza di soldi e armi che caratterizza l’occidente. La proposta della guerra santa è rivolta a dei piccoli Davide contro il grande Golia. Dunque è eroica. 

La violenza estrema che viene mostrata dalla propaganda del califfato è rassicurante per chi guarda con gli occhi dell’ideologia, fa pensare che la lotta non verrà tradita, che il sangue sigilla la purezza del progetto della guerra santa. 


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COMMENTI
24/02/2015 - Sarò sempliciotta ma: (claudia mazzola)

i nostri giovani sono affascinati dai tagliagole perchè non amano la vita, neppure la loro.

 
24/02/2015 - Post Scriptum (Luigi PATRINI)

Ho saputo da Marietti, l'Editore di "Cari amici musulmani", che il mio testo - se non lo trovate in libreria - potete richiederlo per mail al seguente indirizzo: amministrazione@mariettieditore.it Scusate se la precisazione arriva successivamente rispetto alla segnalazione che ho fatto prima.

 
24/02/2015 - Condivido e propongo (Luigi PATRINI)

Condivido quanto dici, caro Aldo. Mi permetto di fare una proposta: qualche anno fa, nel 2009, è uscito per Marietti un mio libro "Cari amici musulmani" che è stato recensito su Oasis (rimando a questo indirizzo: http://www.oasiscenter.eu/it/recensioni/2011/09/28/luigi-patrini-cari-amici-musulmani Il nostro amico Mons. Luigi Negri mi ha fatto una bellissima prefazione. L'anno successivo è stato tradotto in arabo dal nostro amico Camille Eid. Nel 2010 ho partecipato al primo Meeting organizzato a Il Cairo: è stata una bellissima esperienza di dialogo. Il libro è stato prodotto su sollecitazione di Shobi Makul, che ha suggerito un testo che aiutasse gli islamici a conoscere la nostra cultura occidentale. Il libro, secondo me, si presta molto ad un dialogo interculturale. Non costa neppure tanto (15 euro nella versione italiana, 20 in quella araba).