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DON LUIGI GIUSSANI/ L'omelia di Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto

In occasione del decimo anniversario della scomparsa di don Luigi Giussani in tutta Italia si sono tenute commemorazioni funebre. Ecco l'omelia dell'arcivescovo di Taranto

Immagine di archivio Immagine di archivio

Nell’incontro di ieri con i Vicari Episcopali della Diocesi di Taranto, mentre presentavamo l’iniziativa “Settimana della Fede” che si fa sempre all’inizio della Quaresima, ho mostrato un pezzo del DVD “Don Luigi Giussani” pubblicato dal Corriere della Sera. Per necessità di tempo ho mostrato solo il pezzo sul “Sì di Pietro”. Volevo presentare più che con le mie parole qualcosa che aiutasse a vedere cosa significa stare dinanzi a Cristo, cosa significa la conversione. I miei collaboratori hanno ascoltato e visto un uomo che non faceva una lezione, un discorso, ma si metteva con tutta la sua umanità ferita e limitata dinanzi al Signore . “Simone, tu mi vuoi bene?”

I Vicari mi hanno chiesto di fare su questo il prossimo ritiro di quaresima a tutti i sacerdoti e magari di mostrare il DVD. Ma perché lì non c’è nessun interesse di fare questo o quel movimento, ma il semplice fatto che il Mistero ci raggiunge, ci perdona, ci fa suoi così come siamo.

 

1 L’incontro con don Giussani comunicava quello che lui aveva nel cuore riempiendo la sua ragione ed la sua affezione: la presenza di Cristo.  Comunicava per trasmettere quanto vedeva, per una affermazione del reale, non per proselitismo, per convincere qualcuno, ma come annuncio di qualcosa che accadeva dinanzi a lui e che non poteva tacere, vista la sua verità e la sua sconvolgente bellezza. Don Giussani comunicava e comunica tuttora la grandezza di un fascino, del fascino di Cristo  che ci conquista e che ci salva. Semplicemente lui mostrava e continua a mostrare come il Destino lo raggiungeva e quindi come raggiunge anche me.

E’ proprio come dice il profeta Isaia nella prima lettura di oggi: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto” (Is 55, 10-11).

La grazia del Signore ci comunica in maniera persuasiva in un carisma e questo ha una sua efficacia propria che non dipende dalle forze umane, ma dalla potenza intrinseca della Parola fatta carne. E la forza della Parola si manifesta in un incontro che ti raggiunge oggi e tu gli dici di sì.

Questo è accaduto in Maria; è accaduto ai primi che hanno incontrato quell’uomo di Galilea, è accaduto in Don Giussani e accade anche in noi.