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Cronaca

DELITTO DI AVETRANA/ Omicidio Sarah Scazzi, Sabrina intercettata al telefono con Michele Misseri. Cosima Serrano vuole parlare in aula

Nuova possibile svolta nel caso dell'omicidio di Sarah Scazzi. Due intercettazioni telefoniche verranno rese note domani, 27 febbraio, durante l'udienza del processo di appello.

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A poche ore dall’inizio del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, in programma nella giornata di domani, è tornata a parlare la madre della quindicenne, Concetta Serrano. La zia di Sabrina Misseri, condannata in primo grado all’ergastolo insieme alla madre Cosima, ha rilasciato una dichiarazione resa nota dal suo avvocato Nicodemo Gentile riguardo la notizia secondo cui proprio Cosima vorrebbe rilasciare dichiarazioni spontanee in aula domani durante l’udienza: "In quattro anni non ha mai parlato, rifiutandosi di rispondere in tutte le occasioni in cui le è stato chiesto – ha detto Concetta parlando di sua sorella Cosima - Questo sta ad indicare che, parlando solo ora, ancora una volta si vuole arrampicare sugli specchi, proferendo ulteriori menzogne e infangando cosi nuovamente la memoria di Sara".

Nuova possibile svolta nel caso dell'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto. Due intercettazioni telefoniche verranno rese note domani, 27 febbraio, durante l'udienza del processo di appello a carico di Cosima Misseri e la figlia Sabrina, entrambe condannate in primo grado all'ergastolo per il delitto. "Però papà perché lo hai fatto? Io non me lo so spiegare! Tu non hai fatto mai niente di male, perché quel momento? Che ti è successo?", dice proprio Sabrina, cugina di Sarah, al telefono la sera del 7 ottobre 2010 con il padre Michele Misseri, anche lui condannato in primo grado ad otto anni di reclusione per concorso in soppressione di cadavere. Quel giorno, in cui venne trovato il corpo della giovane vittima, l'uomo si presentò dai carabinieri per condurli al pozzo dove era nascosto il cadavere di Sarah. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, ci sarebbe anche una seconda telefonata in cui Sabrina parla con il padre dopo che quest'ultimo ha confessato l'omicidio: "Perché non me lo hai detto subito, papa?", dice la ragazza in dialetto avetranese tradotto dal perito della Corte d’assise, Francesco Abbinante. Sembra però che Sabrina, al momento della telefonata, sapesse già di essere sotto controllo: rimane quindi il dubbio che possa aver parlato sapendo di essere ascoltata.

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