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EXPO 2015/ Fondazione Banco Alimentare unica vincitrice italiana delle "Best Sustainable Development Practices"

Pubblicazione:mercoledì 4 febbraio 2015 - Ultimo aggiornamento:giovedì 5 febbraio 2015, 1.13

Andrea Giussani, presidente Banco Alimentare (Immagine dal web) Andrea Giussani, presidente Banco Alimentare (Immagine dal web)

Fondazione Banco Alimentare è risultata prima, unica vincitrice italiana, delle "Best Sustainable Development Practices" di Expo Milano 2015. Il bando indetto da Feeding Knowledge (programma di Expo Milano 2015 per la cooperazione nella ricerca e l’innovazione sulla Food Security) aveva lo scopo di raccogliere, mettere in luce e far conoscere progetti, servizi, prodotti, soluzioni scientifiche che sviluppino programmi in ambiti culturali, sociali e ambientali, attraverso partnership tra soggetti pubblici e privati.

Il Banco Alimentare si è candidato presentando la propria attività con un progetto denominato FIRST AID (Food is a resource to secure tangibile assistance and inclusione to the deprived) acronimo che nasconde lo scopo di recupero alimenti e redistribuzione ai più bisognosi.

"L’essere stati annoverati primi della categoria, tra circa 200 progetti presentati, unico progetto italiano vincitore - afferma Andrea Giussani presidente della Fondazione Banco Alimentare - è per noi motivo di straordinaria soddisfazione e di conferma che la nostra attività può avere un pubblico riconoscimento e apprezzamento ben più grande della nostra storia di 25 anni. Domani sarà la seconda Giornata contro lo spreco alimentare, essere riconosciuti come migliore e concreta risposta allo spreco di cibo da un lato e alla povertà alimentare dall’altro, è motivo di orgoglio. Ci preme sottolineare il valore, anch’esso riconosciuto in questo bando, delle nostre partnership con istituzioni e organizzazioni di assoluta leadership mondiale, che sono sempre state per noi sfidanti a sviluppare una qualità di processi e risultati alla loro altezza".

"Questo riconoscimento - continua Giussani - premia noi, i volontari, i collaboratori e partner, ma attesta la possibilità di successo di opere non profit quando la mission si coniuga con elevate competenze professionali. Il risultato ottenuto ci sprona a dimostrare nei fatti la sostenibilità della nostra attività".



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