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PADRE PEDOFILO A NAPOLI/ Cosa fare quando non troviamo il bene che cerchiamo?

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Alla fine, quel qualcosa di umano per riuscire a scrivere, lo trovo nei poliziotti. Ci sono persone che lavorano con le mani nello schifo della nostra umanità, rovistano nei nostri cuori neri e non si fermano finché non arrivano al nome. Finché non arrivano al volto e trovano il lato buono di questa notizia. Qual è? Non è una cosa, non è un pensiero, è un chi, è un bambino di 11 anni. Si sta liberando di tutto, dice l'articolo. Ecco come la prendo questa notizia: con le braccia e gli occhi di un bambino. Ci aspetta lui in fondo alla pagina.

La cosa buona di questa notizia sono le persone che hanno liberato il bimbo e che cercheranno di curarne le terribili ferite. Sì, in Italia, a Napoli, non ci sono solo pedofili. Ci sono anche tante persone che hanno competenze, mezzi, cuore ed esperienza per aiutare le famiglie, i bambini, gli adulti, vittime dirette e indirette di quel mostro a cento teste che è la pedofilia. Denunciamo. Parliamo. Andiamo nei centri anti abuso. Confidiamoci. Senza vergogna. Se siamo vittime, non dobbiamo rimanere soli, isolati. Parlare è liberarsi. Affidarsi è salvarsi. Non siamo soli.



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COMMENTI
12/03/2015 - Io non ho parole ed allora uso le Sue (claudia mazzola)

quelle di Gesù: "Padre perdona lui perché non sapeva quello che stava facendo".