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DOLCE & GABBANA/ No ai bambini sintetici, uteri in affitto e madri surrogate

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La coppia di stilisti, omosessuali dichiarati, Dolce & Gabbana si pone in controtendenza con quella che è la nuova visione di famiglia e soprattutto di figli. Parlando nel corso di una intervista concessa al settimanale Panorama, i due si dicono contrari a tutta la nuova disposizione in materia di figliolanza, e cioè madri surrogate, uteri in affitto e adozioni di vario tipo. La famiglia non è una moda passeggera, dicono, "è un senso di appartenenza". Si nasce da un padre e da una madre, dicono: "O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d'amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni". A proposito del loro desiderio di essere padri, Dolce risponde che essendo gay, non può avere un figlio: "Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c'è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia." Non solo figli, ma neanche matrimonio. I due che sono stati compagni per molti anni si sono lasciati di recente pur continuando a lavorare insieme. Si sarebbero sposati se fosse stato possibile? Risponde Gabbana: "No, mai. Come posso giurare di amare ed essere fedele ad una persona per sempre? Non ho mai creduto nel matrimonio etero o omosessuale. È una promessa che non si può mantenere".



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