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Cronaca

IL CASO/ Aborto e coppie gay, i "nuovi" diritti umani di un'Europa in balia delle mode...

"Le unioni civili e le nozze gay sono un diritto umano". E' scritto nella relazione curata dall'europarlamentare Pd Pier Antonio Panzeri e approvata dal Parlamento Ue. LUCA VOLONTÈ

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L'ultimo voto al Parlamento Europeo non rappresenta alcuna svolta, né un successo per i diritti umani. Il Rapporto Panzeri, nel quale si trova una analisi e delle proposte sul rispetto dei diritti umani nel mondo, in alcuni paragrafi (cristiani perseguitati ad esempio) è positivo, su altri argomenti appare eccessivamente cedevole alle mode e al "politically correct". In particolare, soprattutto in Italia in questi giorni, sono stati evidenziati due aspetti: il diritto umano delle coppie omosessuali al matrimonio e la spaccatura nel Gruppo Socialista, in particolare il Pd. Pd rotto, Parlamento disunito su quei diritti umani che dovrebbero invece unire, su quel rispetto delle sussidiarietà che è al cuore del malcontento emerso dalle ultime elezioni europee. Tuttavia, il fatto semplice è che il Rapporto è stato approvato con 390 favorevoli, 151 contrari e 97 astensioni. La posizione in Aula era di grande disponibilità da parte di tutte le forze politiche e della generalità dei parlamentari, molti di loro volevano solo abolire i paragrafi n.136 sull'aborto, il n.162 sulle unioni omosessuali e il n.165 in cui si criticavano i risultati referendari favorevoli al matrimonio e alla famiglia naturale svoltisi in taluni paesi.

Il principio cardine su cui le opposizioni, giustamente pretendevano la eliminazione di questi paragrafi, era quello del rispetto della sussidiarietà e della autonomia dei Paesi Eu in talune materie. Il rispetto di tale principio è alla base dei Trattati della Eu. Il Raporto Panzeri, Annual Report on Human Rights and Democracy in the World 2013 and the European Union’s policy on the matter, si presenta infatti contraddittorio e talvolta apertamente viola questo principio di sussidiarietà. Il rapporto "incoraggia le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso" (par. 162), anche se l'Unione europea non è competente su questa delicata questione. Incoraggiare al riconoscimento, seppur sbagliato nel merito, è ben diverso dal dichiarare un nuovo e fantasioso diritto umano.

Altri punti del rapporto lo rendevano palesemente contraddittorio, ad esempio, da un lato si "esprime la propria seria preoccupazione sulla riduzione dello spazio per la legittima azione della società civile in molti Paesi del mondo; considera una società civile libera uno dei fondamenti per la protezione e il sostegno dei diritti umani e dei valori democratici in tutte le società" (Par. 121), e allo stesso tempo si criticavano i referendum democratici e la legittima espressione dei cittadini all'interno della stessa UE, contrari alle unioni omosessuali. FAFCE (Federazione delle famiglie cattoliche europee) e molte altre associazioni di diverso segno "religioso" hanno chiesto ai membri del Parlamento europeo di essere coerenti con il loro mandato e rispettare il principio di sussidiarietà e l'espressione popolare di cittadini degli Stati membri. (Alla fine il paragrafo sulle critiche ai referendum popolari è stato eliminato, a conferma parziale del valore del principio di sussidiarietà).