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ISIS IN ITALIA/ Gli studenti di terza media: "Se arriva ci convertiamo subito"

Pubblicazione:lunedì 16 marzo 2015

Mohammed Emwazi, uno dei tanti boia dello stato islamico (Immagine dal web) Mohammed Emwazi, uno dei tanti boia dello stato islamico (Immagine dal web)

Il fatto che qui si racconta è veramente accaduto. In una terza media di una normale scuola statale di una città italiana di provincia, che non serve nominare perché simile a mille altre, la professoressa di italiano intavola una conversazione coi ragazzi a seguito di una domanda di delucidazione di una di essi sull'Isis, il califfato islamico, e i fatti terribili di cui inevitabilmente sono giunti a conoscenza lei e i compagni. 

Ad un certo punto la prof, nel vivo della chiacchierata, butta lì questa domanda: "Ma se davvero gli estremisti islamici riuscissero ad arrivare in Italia, ad occuparla fino alla nostra città, voi cosa fareste?". La risposta giunge senza apparente esitazione: ci convertiremmo all'islam per salvarci, dicono i ragazzi. Su venticinque, tutti d'accordo eccetto due.

L'episodio, che potrà sembrare irrilevante, è invece indicatore della situazione umana e culturale in cui si trovano gli italiani e molti occidentali e può anche dare qualche indicazione sullo strano appeal che su tanti giovani mediorientali (e anche occidentali) esercitano il califfato, la sua guerra santa, le atrocità che vi si commettono. Pare ormai chiaro, infatti, che le migliaia di combattenti che vi si recano in massa anche dai paesi europei non siano tutti poveri, diseredati, emarginati di una qualche banlieue o sobborgo londinese: ci sono anche borghesi, persone inserite e facoltose, laureati, arabi di seconda o terza generazione, persone insomma che avevano trovato in occidente una vita confortevole. Eppure vanno, spesso scappando perfino dai genitori, come racconta il caso recente di tre studentesse giunte da Londra in Siria.

Il fatto è che lo strano appeal del califfato cresce in presenza di un vuoto, forse di due. Il primo vuoto è il nostro: un vuoto di ideale, di senso della vita. Il cuore dell'uomo, e quello tumultuoso dei giovani, ha segretamente bisogno di vivere per qualcosa che lo trascenda: qualcosa di più grande, di forte, di eterno; non c'è niente da fare. A questa sete cosa offriamo noi? Un certo benessere, molto spettacolo, un po' di tecnologia e un'idea di libertà tanto assoluta da diventare semplicemente arbitraria e scriteriata. Libertà di far che, alla fine? Certo, milioni dei nostri giovani si accontentano, purché sia permesso loro di innaffiare questo vuoto con un po' di alcol, di stupefacenti, di sballo; e qualche dovere a cui rispondere — studiare, ad esempio — ma con sempre meno convinzione. Ma quanti genitori, e quali, sanno oggi dare ai figli un senso all'altezza della loro domanda?

Il secondo vuoto è tutto interno al mondo islamico. L'estremismo spinto fino al terrorismo che prende ispirazione dal Corano è infatti un problema anche per gli islamici cosiddetti moderati. Com'è possibile che un'aberrazione oscurantista come l'Isis possa trovare la sua giustificazione nel libro santo dell'islam? 


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COMMENTI
16/03/2015 - Ricominciamo da 2 (Claudio Alberti)

Due su 25 è il 4%. Ricominciamo da qui.

 
16/03/2015 - Almeno non mentono... (claudia mazzola)

Ricordate Simon Pietro cosa ha fatto?

 
16/03/2015 - commento (francesco taddei)

con tutto il buonismo mieloso dei democratici, dei vescovi cardinali e papi non poteva che essere così.