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STRAGE DI PALAGIANO/ Arrestato il mandante del triplice omicidio: le tappe della storia

Pubblicazione:lunedì 16 marzo 2015

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

LA STRAGE DI PALAGIANO, ARRESTATO IL MANDANTE - È stato arrestato il presunto mandante della strage di Palagiano, avvenuta la sera del 17 marzo 2014 sulla Statale Jonica 106 dove furono trucidati a colpi di arma da fuoco tre persone: Cosimo Orlando, quarantatreenne con diversi precedenti penali e all'epoca in stato di semilibertà, la sua compagna Carla Maria Fornari e il figlioletto di lei di quasi tre anni. Si salvarono invece i suoi fratellini, di sei e otto anni, seduti nei sedili posteriori dell'auto. L'indagine ha portato all'arresto, avvenuto oggi, di Giovanni Di Napoli, indicato dagli inquirenti come il mandante del triplice omicidio. Nino Di Napoli, così era conosciuto nell'ambiente criminale, è un sessantenne residente a Palagiano ma di origini calabresi. Secondo la ricostruzione dei fatti, sembra che tra Orlando e Di Napoli ci fossero diversi contrasti personali. Da qui la vendetta di Di Napoli che ordinò l'esecuzione a dei sicari, tutt'ora sconosciuti, nei confronti di Cosimo Orlando. Raggiunta la vettura nei pressi dello svincolo del paese di Palagiano, i killer iniziarono a sparare all'impazzata, verosimilmente almeno venti colpi di arma da fuoco, crivellando Cosimo Orlando, la donna e il piccolo che lei teneva in braccio. Già nel novmbre dello scorso anno la Procura di Lecce aveva individuato nel Di Napoli la responsabilità dell'eccidio, ma il giudice per le indagini preliminari non ritenne sufficienti gli indizi forniti dalla procura rigettandone la richiesta di carcerazione. L'assenza di testimoni e di nessuna indicazione in merito agli eventi della strage non hanno reso certamente facili le indagini. Ma le forze dell'ordine sono comunque riuscite nella ricostruzione dei fatti e nell'indiduazione del mandante dell'efferato gesto. In merito alla non individuazione degli esecutori del delitto, gli investigatori ritengono che molto probabilmente questi, oltre a godere della protezione omertosa dei criminali locali, probabilmente sono stati reclutati al di fuori del territorio tarantino.



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