BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELTON JOHN vs DOLCE E GABBANA/ Che fine ha fatto Charlie Hebdo?

Pubblicazione:

David Furnish e Elton John (Infophoto)  David Furnish e Elton John (Infophoto)

Immediato il coro di sostenitori. Tutti "maestri del pensiero" (e soprattutto vip di successo del mondo dello spettacolo) del calibro di Ricky Martin o Courtney Love, la quale si è spinta a dire che brucerà tutti i capi di Dolce e Gabbana che possiede. Insomma, problemi da ricchi, visto il costo di quei capi. Onestamente, chi scrive non si pone il problema di un paio di mutandine griffate D&G in meno vendute o bruciate, chi scrive fa la spesa all'Oviesse e compra quello che costa meno, come tanti milioni di altre persone. 

Elton John dal canto suo è sempre stato un tipo permalosetto, non per niente si era auto definito in una sua celebre canzone "the bitch" (The bitch is back) e cosa significhi il termine lo trovate facilmente su Google translator.

Chi scrive non vuole addentrarsi neanche in discorsi antropologici, anche se sfida a trovare uno psichiatra di sinistra, destra, centro, di sopra o di sotto, cattolico o ateo che non dica che un bambino per crescere in condizioni ottimali non abbia bisogno di una figura paterna e di quella materna. Siamo certi che i figli di Elton John e Ricky Martin crescono comunque benissimo: con la vita che fanno, tra concerti e party, passano più tempo con le dozzine di tate che con loro, dunque la figura materna c'è anche in quei casi (o quasi).

Ma Dolce e Gabbana, oltre a dare fastidio perché quello che hanno detto rompe il fronte unitario dei gay sull'argomento e insinua ai gay stessi qualche dubbio, hanno anche toccato un altro punto sensibile, quello delle maternità surrogate. Anche qui non vogliamo addentrarci in territori non nostri, anche se la recente approvazione da parte del Parlamento inglese di una legge che permette la fecondazione da parte di tre genitori in modo da evitare il più possibile casi di malattia nei nascituri, ricorda tanto le leggi e gli esperimenti nazisti nel tentativo di creare una razza perfetta.

A noi interessa dire qualcosa su quella che qualcuno una volta definì "dittatura del desiderio": voglio un figlio, mi è dovuto anche se non posso e lo avrò a qualunque costo. Tranne poi rimanerci un po' male quando succede, come è successo, che le provette vengano scambiate e non si capisce più chi è il genitore biologico. Ma sono errori di percorso, si dice. Chi li paga? I bambini ovviamente.

Quella in atto è una guerra fra ricchi, ma le vittime sono i bambini, che non possono dire la loro. Domenico Dolce ha detto che nella vita non si può avere tutto, "se non c'è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa". Una bestemmia per la mentalità di oggi. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/03/2015 - Il talento, la persona, la Vita (Pierfrancesco Bernieri)

Mi capita sempre di più che artisti che ammiro molto dal punto di vista musicale siano una grande delusione da quello umano. Più che altro per l'idea che spesso hanno di se stessi. Elton John è innegabile abbia scritto bellissime canzoni, la stessa cosa per Sting o David Bowie e altri (sono andato anche a vedere i loro concerti). Il talento, la capacità tecnica, diventano valori che fanno del divo un mito. Anche Dan Brown scrive bene ma ha scritto cose discutibili da tanti punti di vista. Nel caso del mondo gay chiamiamolo così, è evidente che c'è una lobby sempre più potente a livello mediatico. Le persone che hanno potere mediatico sono aggressive e pur di far parlare di sé agitano tutto e tutti. Quello che è triste è l'accanimento quasi ideologico dell'essere gay per pretendere diritti a tutti i costi. Ci sono molti artisti che hanno vissuto la loro omosessualità con una maggiore dignità senza ostentare poco o nulla. Uno fra tutti Freddy Mercury piuttosto che Testori o tanti altri. Non voglio santificare Dolce e Gabbana e pensare che Elton John sia Satana ma credo che il comportamento di molte icone gay stia danneggiando alla fine coloro che richiedo certi diritti. E ancor di più tutto questo panorama come tante altre questioni umane diventi un grande brodo dove non è più facile capire le distinzioni e i valori.

 
17/03/2015 - Grazie (Anna Di Gennaro)

per questo articolo che condivido. Da nonna di un frugoletto di quasi tre anni ho apprezzato subito la saggezza del nostro siciliano Domenico Dolce che si dichiara contrario alla pretesa narcisistica di volere tutto ad ogni costo. Conoscere i limiti del desiderio di paternità e maternità è argomento su cui riflettere, liberamente, appunto. Come il titolo suggerisce...