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IL CASO/ I festini gay (blasfemi) pagati dal Comune? L'Isis ha la strada spianata…

Festini gay blasfemi verso la religione cattolica. E' accaduto a Bologna, nello storico locale Arcigay "Il Cassero", sovvenzionato coi soldi pubblici dal comune. MONICA MONDO

Bologna (Infophoto) Bologna (Infophoto)

Che fai venerdì sera? Una festa. Se poi è venerdì tredici, che porta un po' sfiga, esorcizzala con un venerdì credici, e metti in croce la croce, eretta ancora una volta a simbolo di oppressione. E' quanto accade a Bologna, nello storico locale Arcigay "Il Cassero", sovvenzionato coi soldi pubblici dal comune stesso,  così attento alle minoranze, così pronto a sostenere i diritti delle coppie gay già riconosciuti in Europa, parole del sindaco, Virginio Merola. Ovvero: ragazzi, vi lasciamo fare quel che volete, siamo con voi, vi paghiamo anche, ma così ci rovinate il lavoro. E date spazio alle strumentalizzazioni…Sapete che sopravvive gente anche nella rossa Bologna che si offende, si scandalizza, si indigna, poi mettete a rischio il locale, il vostro movimento, il vostro lavoro meritorio… 

Perché sì, il casino è montato, di fanatici cattolici che non amano vedere Gesù e gli apostoli sodomizzarsi a vicenda, né sportelli per lo sbattezzo e altre amenità, ce ne sono ancora. 

C'è perfino un cardinale che ha il coraggio di alzare la voce, chiaro esempio di intromissione clericale, indicando nella festicciola blasfema una strana coincidenza con le profanazioni accompagnate dal massacro di cristiani dell'Isis. Lesbiche, omosessuali e trans vari del Cassero non ne sono turbati, parlano anzi di polemiche pretestuose, perché c'è un motivo per cui certi gesti rappresentano una liberazione, perché i cattolici inseriscono il tema religioso a ostacolo del riconoscimento delle coppie gay. 

In effetti. I cattolici credono che Dio abbia creato l'uomo e la donna a Sua immagine, perché si uniscano e abbiamo dei figli. Credono che la natura dei corpi femminili e maschili sia fatta apposta per questo tipo di unione, credono addirittura che il sesso sia una componente dell'amore coniugale, ma non l'unica. Credono che ci siano leggi sufficienti per garantire i diritti delle persone, uomini, donne, bambini, stranieri, islamici e buddisti, gay ed eterosessuali, persone. Le leggi possono cambiare, essere migliorate. Ma i matrimoni sono un'altra cosa, come dice la parola. Siamo ancora in un paese libero, ciascuno ha diritto di dire e agire in nome di quel che crede, in nome di quel che la ragione e la natura mostrano. O forse no. I cattolici pensano che la loro vita abbia un senso in nome di un Dio che l'ha voluta, e poi incontrata, salvata per mezzo di suo Figlio, e che la Chiesa custodisca questa redenzione e resurrezione. 

I cattolici pensano che offendere Gesù Cristo sia così doloroso da perderci la vita e sanno che tanti loro fratelli la perdono. I cattolici non si permettono di offendere le religioni altrui. Chi lo fa non lo fa in nome di Dio. I cattolici non organizzano feste del martedì contro i pervertiti, e non sputano addosso a Lgbt e compagnia quando li incontrano per strada. 


COMMENTI
20/03/2015 - il vilipendio della religione pagato dai cittadini (umberto persegati)

Condivido la denuncia dell'articolista: che siano i cittadini, e fra questi anche i cattolici, a finanziare il vilipendio dei propri simboli, è gravemente scorretto e demenziale. Il Sindaco rappresenta i cittadini rispettosi delle leggi e delle opinioni altrui oppure i profanatori ed i prevaricatori?

 
20/03/2015 - Scrivi ancora così (claudia mazzola)

Grande Monica Mondo!