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PAPA/ Francesco: la pena di morte è inammissibile, incoraggia alla vendetta

Pubblicazione:venerdì 20 marzo 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 20 marzo 2015, 15.31

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Il papa ha ricevuto oggi il presidente della Commissione internazionale contro la pena di morte, Federico Mayor, insieme a una delegazione della Commissione. Per l'occasione gli ha consegnato una lettera che ribadisce tutta la sua contrarietà all'uso della pena di morte, definita "una sconfitta per uno stato di diritto perché lo obbliga a uccidere in nome della giustizia". La pena di morte, ha ribadito, "è oggi inammissibile perché non rende giustizia alle vittime ma incoraggia alla vendetta". Nella lettera si comunica l'apprezzamento per il lavoro della Commissione auspicando una moratoria universale in vista "dell'abolizione della pena capitale". Non solo pena di morte: Francesco ha espresso la sua contrarietà, già annunciata in passato, anche contro l'ergastolo, una condanna che per la sua durata rende impossibile al condannato progettare un futuro, "una pena di morte nascosta". Con essa, ha detto, si priva una persona della libertà ma anche della speranza. La vita, ha concluso, appartiene solo a Dio: "Neppure l'omicida perde la sua dignità di persona e Dio stesso se ne fa garante. Dio non punisce Caino con la morte, perché chiede il pentimento del peccatore e non la sua morte". Ricordando poi che la pena di morte, per via dei possibili errori giudiziari ("perché la giustizia umana è imperfetta") perde legittimità, impedendo al condannato di riparare e la possibilità di confessarsi, convertirsi e pentirsi impedendo anche l'incontro "con l'amor misericordioso di Dio e la guarigione".



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